l’helvetica il font che ha rivoluzionato la comunicazione

helvetica il font che ha rivoluzionato la comunicazione
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Se lavori nel web oppure con i font in generale, conoscerai sicuramente il font HELVETICA, e in questo articolo voglio descriverti un pò dell’helvetica il font che ha rivoluzionato la comunicazione è ti spiegherò il perchè.

Con l’helvetica a volte non si sbaglia mai.

L’Helvetica è un font riconoscibile, che si caratterizza per una grande semplicità di lettura e per la forma delle lettere molto lineare, caratterizzate da spazi negativi piuttosto ampi.

Il bianco è quindi presente in maniera evidente, rendendo la fruizione del messaggio immediata e adatta alla pubblicità. In particolare, caratteristica è la A, che all’interno presenta quasi la forma di una goccia.

Con la sua personalità asettica ed essenziale, Helvetica evoca la classe degli anni ’60 e il linguaggio della pubblicità di quel periodo.

Questa font ha 5 caratteristiche distintive: è neutralepulitaleggibileversatile.

E soprattutto è sempre aperta alle interpretazioni del contesto. Per questo è terribilmente usato dai designer e dai grandi brand di tutto il mondo.

Perchè l’ helvetica è popolare nella comunicazione

L’ Helvetica era innovativa perchè intendeva intendeva il Design come la comunicazione obiettiva di un’idea, e non come un’espressione artistica.

Nel dicembre 1989 fu l’intuizione di Massimo Vignelli a far si che l’Helvetica divenne il carattere tipografico ufficiale per la segnaletica della città di New York.

Dalla metropolitana ai treni, dai cartelli stradali alle mappe della città, vincendo la sfida contro l’allora preferito Akzidenz Grotesk.

Tenicamente Helvetica è un sans serif gotico.

E’ un carattere con molte particolarità: Helvetica ha tanto spazio negativo (il bianco) che circonda le lettere quanto quello delle linee che compongono i caratteri. Lo spazio negativo contenute all’interno della “a” minuscola assomiglia molto a una lacrima. I caratteri Helvetica si sviluppano sempre in verticale o orizzontale, ma mai in diagonale.

Morale della favola, Helvetica ha una personalità decisa: fa bella figura da solo, e non intacca la fotografia ne l’illustrazione se usato in compagnia. Helvetica significa successo garantito, sia con i clienti che con il pubblico ed è forse per questo che ha finito per essere la scelta di default per qualsiasi grafico indeciso.

La font Helvetica è oggetto di un famoso documentario, parecchi libri ne raccontano la storia che è stata persino celebrata dal MOMA di New York e ha ricevuto numerosi riconoscimenti in tutto il mondo.

La storia di Helvetica, come ha rivoluzionato il mondo del design

A primo impatto, l’Helvetica ricorda il mood e la scrittura degli anni ’60, mostrando alcune caratteristiche essenziali che gli hanno permesso di salire al successo in poco tempo. Queste sono la pulizia, la versatilità di utilizzo, la linearità, l’essere allo stesso tempo neutrale e leggibile.

Al centro è presente il messaggio e non le decorazioni, così come previsto nel 1957 da Max Miedinger, che realizzò il Neue Haas Grotesk, poi rinominato Helvetica nel 1960.

Questo carattere traeva spunto dall’ottocentesco Grotesk, che aveva all’epoca un intento informativo ma necessitava di una revisione per risultare efficace anche nel secolo successivo.

Il successo arrivò in maniera esplosiva intorno al 1961, poiché tutte le grandi agenzie pubblicitarie decisero di fare ricorso alla sua neutralità, utilizzandolo prima per i cartelloni e successivamente nei gadget e nelle stampe.

Notarono infatti come esaltasse la potenza delle immagini e fosse capace di arrivare chiaro e diretto al cliente, portando con sé il messaggio.

Nel 1984 sarà la Apple a consacrare il font, inserendolo nel suo sistema operativo, così che potesse arrivare anche alle persone comuni al di fuori del settore pubblicitario.

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