Con lo sviluppo nel XX secolo della Programmazione Neuro Linguistica (PNL) sono state elaborate teorie su come avviene lo scambio comunicativo e la memorizzazione negli individui. Questo approccio, ad oggi, molto discusso in quanto non basato su effettive evidenze scientifiche, conserva un gran numero di sostenitori per il suo innovativo modo di intendere il rapporto tra schemi comportamentali e processi neurologici. Tra le tre categorie in cui è possibile suddividere gli individui in base alla loro modalità di apprendimento, c’è secondo la PNL quella dei cinestetici. Questi soggetti preferiscono sperimentare, conoscere e imparare tramite l’esperienza fisica, ossia queste dinamiche sono facilitate attraverso movimenti frequenti, anche piccoli. Per un cinestetico è più facile imparare mentre si muove, piuttosto che restare fermo, immobile.
Chi sono i cinestetici? Apprendere, muovendosi
La Programmazione Neuro Linguistica collega i cinestetici in una particolare categoria di individui, identificandoli con coloro che riescono ad apprendere tramite il movimento. La propria personalità e i contesti di provenienza, infatti, possono interferire sulla modalità di apprendimento di un individuo.
Questa tipologia di individui facilitano la memorizzazione e l’apprendimento mediante il continuo movimento del corpo. Possono studiare camminando, cambiando la posizione degli arti o girando in continuazione un oggetto tra le mani, come ad esempio una penna. Non a caso, infatti, la cinestesia si occupa di studiare le sensazioni che arrivano all’individuo mediante il movimento del proprio corpo.
Date queste particolari caratteristiche, il cinestetico è colui che sviluppa un’ottima memoria motoria, ha un buon livello di coordinazione e riesce ad agire agli impulsi esterni in modo rapido. Se impossibilitato nell’attuare qualche movimento, uno studente di questa categoria può sentirsi stressato e non riuscire a sviluppare il pieno delle proprie capacità.
Il metodo di studio di un cinestetico è alquanto articolato e si basa sulla necessità di intervallare le sessioni sedute a quelle alzate. Inoltre, egli predilige una tipologia di apprendimento che utilizza schemi, diagrammi e mappe concettuali. E’ bene comprendere le caratteristiche di questi soggetti ed evitare di ammonire, ad esempio, i bambini nell’ambiente scolastico qualora mostrassero la necessità di muoversi di frequente.
Cinestetici, conoscenza e scambi interpersonali: come si comporta questa categoria di soggetti
Dopo aver analizzato le modalità di apprendimento cinestetiche, cerchiamo di identificare altre caratteristiche peculiari di questi soggetti. I cinestetici sono soggetti molto emotivi, è attraverso le sensazioni date da olfatto, gusto e tatto, che riescono a sperimentare nel mondo e a conoscere in profondità.
Nel contesto interpersonale, i cinestetici sono persone molto sensibili, che amano relazionarsi agli altri in modo diretto, mediante il contatto fisico. Un cinestetico tocca la mano, il braccio o si tocca di frequente il viso durante un colloquio con un interlocutore.
Diversi sono i test più o meno affidabili, a cui è possibile sottoporsi anche online, per comprendere a quali categorie di soggetti si appartiene (uditivi, visivi o cinestetici). Tuttavia, comprendendo le particolarità di ciascun metodo e le modalità con le quali si manifestano, non è difficile individuare da soli a quali categorie si appartiene in base al proprio stile di apprendimento dominante, sebbene in un soggetto possano coesistere anche più di una categoria a seconda di ciò che è chiamato a fare.
Trasformare qualsiasi opportunità di apprendimento o d’interazione per un cinestetico, significa effettuare una vera e propria esperienza fisica che coinvolge l’impiego di tutti i sensi tranne la vista e l’udito, utilizzati per conoscere la realtà circostante e farsi un’opinione personale nelle diverse situazioni. Il cinestetico deve fare esperienza diretta in qualsiasi contesto, per comprendere l’entità dei problemi ha, infatti, bisogno di farne esperienza diretta. Anche sul piano lavorativo il cinestetico riesce a imparare simulando, ossia ripetendo le azioni dei suoi colleghi.
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