La carriera accademica può trasformarsi, talvolta, in un percorso tortuoso e difficile da gestire. Soprattutto per i nuovi immatricolati, infatti, può essere davvero stressante addentrarsi in un nuovo modo di interpretare lo studio. Abituarsi a una certa autonomia di gestione al fine di fronteggiare e superare i tanto agognati esami di profitto, può non essere facile. Uno dei momenti più complessi per qualsiasi studente è, senza ombra di dubbio, quello degli esami universitari. Vediamo nel dettaglio come si sviluppano e come è possibile gestire la tensione al meglio al fine di mantenere il controllo della situazione.
Esami universitari: in cosa consistono e perché si fanno
Ogni carriera universitaria ha come obiettivo il conseguimento di un titolo di laurea. Giungere a questo traguardo, significa aver percorso tutto l’iter accademico: essere in regola con i pagamenti, frequentare i corsi offerti dal proprio piano di studio e soprattutto aver conseguito il raggiungimento dei 180 CFU previsti per poter discutere la tesi finale.
Gli esami universitari sono step necessari per chiunque voglia proseguire nel suo cammino accademico: orali, scritti o pratici, permettono di ottenere le valutazioni dei docenti, al fine di stabilire se si sono acquisite o meno le competenze e le conoscenze richieste in una determinata disciplina o si ha la necessità di un’ulteriore preparazione.
Evitare gli esami universitari è, quindi, impossibile. Gli unici a discrezione dello studente sono quelli a scelta: ognuno può decidere quale affrontare, rispettando comunque il criterio secondo cui è necessario conseguire un determinato numero di crediti.
Come e quando si tengono gli esami universitari: ecco cosa sapere
Il percorso accademico si struttura mediante un piano di studi articolato e azioni ben definite. Frequentare i corsi teorici, i laboratori tecnici e tutte quelle attività che richiedono una certa preparazione, può procurare una buona dose di stress.
Il momento più concreto per ogni studente è quello in cui è chiamato a mettersi alla prova mediante gli esami universitari. In base a un proprio calendario accademico, ogni Corso di Laurea stabilisce i giorni e gli orari in cui si sostengono le prove nelle diverse discipline, nonché i periodi dell’anno in cui è possibile sottoporsi agli esami di profitto.
Queste verifiche, infatti, sono attuate in seguito alla fine dei corsi e servono a constatare le effettive conoscenze teorico – pratiche acquisite da ciascun studente. L’anno accademico, suddiviso in semestri, è strutturato in modo da garantire almeno due sessioni di esami (escluse quelle straordinarie e anticipate), suddivisibili nella sessione invernale che si tiene nel bimestre gennaio – febbraio e in quella estiva, tenuta nei mesi di giugno e di luglio. In genere, ogni docente universitario fissa tre date d’appello per ogni sessione, così che gli studenti siano liberi di scegliere a quale partecipare. Per iscriversi all’esame, è necessario prenotarsi tramite piattaforma, rispettando le tempistiche stabilite.
Ciascun esame di profitto offre la possibilità di acquisire un tot di crediti, necessari per avvicinarsi sempre più alla laurea. L’esame di profitto è seguito da una valutazione numerica da parte del docente, che va da un minimo di 18 a un massimo di 30, a cui è possibile aggiungere la lode. Negli esami di lingua e informatica, invece, è spesso utilizzato un altro metodo di valutazione che si fonda solo sull’acquisizione o meno dell’idoneità.
In caso di valutazione non soddisfacente, lo studente può decidere di non accettare il voto e ritentare in un secondo momento. In caso di bocciatura, invece, è obbligato a ripresentarsi in quanto non ha superato l’esame. Se l’esito della prova è positivo, l’esame sarà convalidato e memorizzato nel certificato storico dello studente, che riporta tutti gli esami superati con le rispettive votazioni.
