Volti e numeri del social networking italiano

Quanti sono e come si comportano i blogger e i protagonisti del social networking nel nostro Paese? Forrester ha realizzato uno strumento per un'analisi quantitativa e qualitativa del fenomeno che permette un'indagine dettagliata del web 2.0 in Italia e nel mondo.

Secondo Social Technographics, il tool di Forrester che indaga il social networking, l'Italia non se la cava poi così male e non è indietro come si potrebbe pensare nelle reti sociali. Del resto, come fa notare un blogger, se Grillo è in grado di trascinare così tanta gente in piazza evidentemente gli italiani sanno bene cosa sia un blog e cosa siano i contenuti generati dagli utenti e i più giovani o i più appassionati ne fanno anche un largo uso.

Prima di addentrarsi nei numeri è utile raccontare i profili ideati da Forrester, sulla base dei quali la società di ricerche permette la realizzazione di una mappatura interessante dell'internet di seconda generazione mondiale. Le sei categorie di utenza identificate sono le seguenti: gli Inactives, quelli completamente estranei al web 2.0; gli Spectators, quelli che leggono i blog e fruiscono dei contenuti generati dagli utenti; i Joiners, quelli che si connettono spesso ai siti di social networking come MySpace o Facebook; i Collectors, quelli che organizzano contenuti per sé o per altri, utilizzano RSS e votano siti come Digg.com; i Critics, quelli che rispondono ai contenuti degli altri, postano commenti sui blog e partecipano ai forum; e i Creators, ovvero quelli che producono contenuti sociali, tengono un proprio blog, caricano video e musica. Si tratta quindi di una classifica che analizza la crescente partecipazione degli utenti, tracciando ritratti comportamentali molto utili per poi capire le differenze di età, di genere e di provenienza nel tipo di partecipazione.

In Italia ci sono quasi 10 milioni di Spectators, 4,6 milioni di Critics e 3 milioni di Creators: questa è la fotografia che Mauro Lupi, sul suo blog, costruisce del Bel Paese, basandosi sui 24,5 milioni di utenti internet tracciati dalla recente ricerca Nielsen e sul tool di Forrester. In termini percentuali gli Inactives italiani sono il 57 per cento, gli Spectators il 40 per cento, i Joiners il 10 per cento, i Collectors il 4 per cento, i Critics il 19 per cento e i Creators il 12 per cento.

Ma è ancora più interessante costruirsi una profilazione fai da te della penetrazione del web sociale. Per esempio nella mascherina Forrester si possono analizzare i dati italiani specificando il genere, e a questo punto, senza per altro troppo sorprese, si può osservare un atteggiamento un po' più passivo da parte delle signore, le quali però non si discostano troppo dalla media nazionale. Sono invece di gran lunga differenti le percentuali che si riferiscono alla fascia d'età dai 18 ai 24 anni. A conferma di quanto la rete sociale sia complessivamente molto giovane troviamo un 41 per cento di Inactives, un 57 per cento di Spectators, un 17 per cento di Joiners, un poderoso 50 per cento di Collectors, un 36 per cento di Critics e un 19 per cento di Creators.

Sbizzarrendosi nel costruire tabelle secondo gli indicatori di preferenza, stupiscono soprattutto i dati relativi alla categoria dei Creators. In Sud Corea sono il 38 per cento, in Giappone il 23 per cento e negli Usa il 19 per cento, ma la media europea è del 10 per cento. L'Italia dunque supera la media del Vecchio Continente e si aggiudica il primo posto, prima della Gran Bretagna, della Francia e della Germania. E nonostante i pregiudizi.

NOTIZIE Venerdì 09 maggio 2008 - 13:42 (847 giorni fa)

Emanuela Di Pasqua

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Argomenti trattati: blogging, Forrester, social networking

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Commenti dei lettori

  • Ella35Rasmussen
    Houses are expensive and not everybody is able to buy it. However, home loans was invented to aid different people in such situations.
    19/08/2010 - 19:14

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