Troppo stanchi di essere social

I social network perdono lo smalto e l'entusiasmo cala. Le comunità sono poco propense alla pubblicità online e spesso l'introduzione di link sponsorizzati generano solo risposte negative.

Homepage di MySpaceDa tempo, i network sociali sono diventati la miniera d'oro dell'internet, ma cosa accade quando gli utenti si stancano di essere sempre così sociali? Se il timore di una nuova bolla non è nuovo, i dati di crescita di queste community pervasive iniziano a sgonfiarsi lentamente, inseguendo un nuovo equilibrio o, più probabilmente, un'altra tendenza.

È BusinessWeek, questa volta, che prova a riflettere sull'attuale approccio ai network sociali e sul futuro delle relazioni online, con particolare riferimento al mercato della pubblicità, perché è proprio la pubblicità a essere la prima causa (e la prima vittima) del collasso. Gli investimenti pubblicitari nei social network sono cresciuti del 155 per cento tra il 2006 e il 2007, raggiungendo complessivamente 1,2 miliardi di dollari. Secondo le previsioni della società di ricerca eMarketer, inoltre, proprio quest'anno si dovrebbe superare la soglia di 2 miliardi di dollari di investimenti globali, solo nel settore dei social network: proiezioni ottimistiche, ma che forse non tengono conto di una inversione di tendenza degli utenti: se è vero che il numero dei membri continua ad aumentare, è anche vero che gli utenti attivi sono in calo e sempre più spesso queste comunità vengono abbandonate.

Diversi sono i motivi dell'emigrazione dai social network. In alcuni casi – come è accaduto per Facebook – è stato proprio l'investimento pubblicitario e il lancio della piattaforma di advertising ad allontanare i membri. Quando si tratta di relazioni personali e non di semplici informazioni o intrattenimento, gli utenti si dimostrano più intolleranti alle inserzioni e sponsorizzazioni. Inoltre, si trascorre sempre meno tempo nelle comunità, e non solo: anche coloro che restano nei social network, non sono utenti ideali per gli uomini di marketing e solo lo 0,004 per cento fa clic su un link sponsorizzato. Perfino Google – che da poco si è lanciato anche in questo settore – ammette di non aver ancora trovato il meccanismo ideale di pubblicità nelle comunità in rete.

La maggior parte delle aziende dice di guardare ai social network, ma non va oltre alla solita pagina di presenza nei portali dell’una o dell’altra community. Da quest’anno servono strategie improntate alla natura del medium, privi di accenti smaccatamente promozionali e controproducenti.
Tony Mooney
Experian
Portare il marketing là dove si incontrano le persone online, non equivale automaticamente a ritorni immediati. È vero però che quando sono gli utenti a stringersi attorno a un prodotto, criticando o esaltando l'operato di un'azienda, questa non può che ascoltare. Lo studio "The Impact of Social Networking in the UK" – pubblicato oggi e condotto da Hitwise (di Experian) – ha analizzato il rapporto tra social network e brand in Gran Bretagna: ne è emersa una realtà complessa, in cui si impongono figure di leader carismatici o di comunità selettive che influenzano il mercato. Questo rapporto ammette infine che in questi luoghi non c'è spazio per sponsorizzazioni e promozioni: è necessario che le aziende capiscano che il linguaggio nei social network deve adattarsi allo strumento se si vuole essere ascoltati.

NOTIZIE Venerdì 08 febbraio 2008 - 12:29 (769 giorni fa)

Marina Rossi

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Argomenti trattati: social networking, advertising

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