Il comune toscano si accorda con la start-up spagnola per la copertura wireless del territorio. Grazie alla generosità dei foneros e alle intuizioni di una città storica quanto innovativa.
Arezzo sposa la filosofia del 2.0, della community e della condivisione: gli aretini entro l'estate potranno infatti diventare Foneros, aderendo così al movimento spagnolo che si propone di diffondere la tecnologia wireless e la copertura delle zone non raggiunte dalla banda larga. Nascerà infatti ad Arezzo, come spiega il blog fon, la prima rete Wi-Fi municipale italiana, basata sulla condivisione della connessione a Internet tra utenti. Il progetto conta sulla collaborazione dei cittadini stessi, che si impegneranno in prima persona a realizzare la copertura del proprio territorio attraverso l'installazione di appositi router (le Fonere) nelle proprie abitazioni, contribuendo ciascuno alla diffusione del segnale in tutta la città.
Ma l'iniziativa contempla anche una quota di residenti meno attivi e partecipi, che beneficeranno di appositi Hotspot installati in zone strategiche della città storica: Piazza Grande, Parco Giotto, Piazza della Badia, Parco via Mecenate, Piazza Guido Monico, Parco del Pionta, Piazza S.Agostino, Parco Villa Severi, Foro Boario e altre in fase d'identificazione. I cittadini che non parteciperanno attivamente potranno infatti navigare 15 minuti gratuitamente in cambio della visione di un video pubblicitario di 15 secondi o acquistare un pass giornaliero al costo di soli 3 euro.
Ma come si concilia l'iniziativa di Arezzo con la presunta illegalità di Fon in Italia stabilita dal Decreto Pisanu? Lo abbiamo chiesto a Stefano Vitta, country manager di Fon in Italia, che ci ha spiegato che gli utenti vengono identificati o dal numero di carta di credito (necessario alla transazione nel caso di acquisto del pass) o dal numero di cellulare attraverso un Sms. La soluzione, in attesa di una giurisprudenza in merito, è possibile grazie a un parere del Ministero dell'Interno uscito a dicembre che accetta l'autenticazione degli utenti via Sms o tramite carta di credito.
Il comune trasmetterà informazioni di pubblica utilità o a carattere turistico, attraverso la pagina di benvenuto del portale Internet appositamente realizzato. Il fenomeno è ormai in espansione anche nel Bel Paese e si basa su un'idea molto semplice: ogni fonero offre la propria connessione internet Wi-Fi a tutti coloro che nel mondo decidono di fare altrettanto, per abbattere i costi e navigare ovunque a zero spese, con una suddivisione tra i Linus, i foneros più generosi (quelli che non chiedono nulla in cambio se non altrettanta generosità) e i Bills (che chiedono invece un minimo guadagno condividendo la propria connessione). Ma la filosofia fonera prevede anche il ruolo di quelli che in gergo vengono chiamati Aliens, ovvero gli utenti non foneros che trovano un hotspot di Fon e possono acquistare un pass per navigare a prezzi politici.
Secondo Ilario Nocentini, assessore all'innovazione del comune di Arezzo e promotore dell'iniziativa: "E' un modo per lanciare verso un futuro digitale una città con profonde radici storiche e offrire ai turisti, specialmente stranieri, che sempre più numerosi la affollano, uno strumento per rimanere collegati alla rete, esigenza divenuta oramai primaria per un numero crescente di persone." In realtà in Italia è già stato fatto un esperimento in questa direzione, come raccontava la nostra webzine a dicembre 2007, che ha riguardato il quartiere romano di Trastevere.
NOTIZIE Martedì 15 luglio 2008 - 12:12 (780 giorni fa)
Argomenti trattati: Wi-Fi, banda larga, wireless
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