La Commissione europea stabilisce lo standard tecnologico da adottare per la riproduzione di contenuti video su cellulare: è Dvb-H di Nokia. Anche le aziende hi-tech si muovono: Texas Instruments sta per lanciare un prodotto in grado di supportare video Hd sui telefonini.
I video ad alta definizione sono una festa per gli occhi, perché allora confinarli agli schermi di tv e Pc? Anche i telefonini possono ospitarli, ma prima occorrono alcuni accorgimenti. Innanzitutto, la volontà e poi la tecnologia adatta. La volontà di andare avanti non manca: la Commissione europea ha appena deciso - vista la crescita di questo mercato che dovrebbe generare vendite per circa 6 miliardi di euro entro il 2009 - di supportare e diffondere un unico standard per la tv sul mobile e ha scelto quello di Nokia, chiamato Dvb-H. Anche sul fronte della tecnologia, però, si fanno passi da gigante: la Texas Instruments sta per rilasciare una nuova – la terza – generazione di processori per cellulari, gli Omap 3,che supportano i video Hd.
“Sono consapevole che la competizione fra standard diversi è un buon modo perché sia il mercato stesso a individuare la migliore soluzione tecnologica, tuttavia abbiamo aspettato troppo a lungo. Ora è tempo di rompere gli indugi.„
La Commissione europea, trovatasi davanti a più possibili strade, per la diffusione di contenuti video ha scelto lo standard Dvb-H (Digital Video Broadcasting) proposto da Nokia, basato su una tecnologia europea finanziata da fondi pubblici: lo ha ritenuto concorrenziale rispetto a T-Dmb (usato in Corea del Sud) e MediaFlo di Qualcomm, dando così una spinta al mercato.
È da quasi venti anni che la politica, in Europa, sceglie di regolamentare il mercato dell'hi-tech e della telefonia. Lo ha fatto per esempio con lo standard di rete mobile, il Gsm, ormai diffusissimo nel mondo e grazie al quale la maggior parte degli operatori internazionali hanno facilmente stipulato fra di loro accordi per il roaming, il passaggio da una rete all'altra. Questa scelta ha aiutato l'industria del cellulare a esplodere su tutto il suolo del vecchio continente e altrettanto potrebbe fare la decisione di oggi. A coloro che hanno remore sull'opportunità di dare una mano al mercato quando quella invisibile non fa il suo dovere, Viviane Reding (commissario Ue per le telecomunicazioni) risponde: «Sono consapevole che la competizione fra standard diversi è un buon modo perché sia il mercato stesso a individuare la migliore soluzione tecnologica, tuttavia abbiamo aspettato troppo a lungo. Ora è tempo di rompere gli indugi».
NOTIZIE Martedì 26 giugno 2007 - 12:55 (1165 giorni fa)
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