Dopo l'approvazione del Parlamento anche il Consiglio dei Ministri europeo ha approvato la proposta della Commissione di ridurre per legge le tariffe delle chiamate via cellulare da uno stato all'altro dell'unione. Operatori sotto pressione per tagliare i prezzi prima dell'estate, volontariamente.
Dopo due anni di intenso lavoro e di feroci polemiche, la legge sul roaming internazionale nell'Unione Europea è cosa fatta. Dopo l'approvazione del parlamento, ieri la commissaria Viviane Reding ha incassato il via libera anche del Consiglio dei Ministri, organo deliberativo dell'Unione europea formato (in questo caso) dai ministri delle telecomunicazioni di tutti gli stati membri. I commenti del mondo politico sono positivi. «Con questo regolamento la telefonia diventa europea - ha dichiarato il ministro delle Comunicazioni Gentiloni al termine del consiglio - l'accordo è una decisione molto importante, perché presenta vantaggi evidenti per i consumatori e i costi dell'operazione per l'industria sono considerati da tutti più che sostenibili». Fa eco il ministro per le Politiche Europee Emma Bonino: «La riduzione delle tariffe decisa oggi da Bruxelles avrà un effetto positivo immediato sull'immagine che hanno i consumatori dell'Europa».
I tagli contenuti nel testo definitivo sono frutto di un compromesso tra le riduzioni prospettate inizialmente dalla Reding, che raggiungevano il 70 per cento e la resistenza delle telco: le tariffe diminuiranno del 50 per cento, con diminuzioni progressive spalmate su tre anni. Tre i fattori regolamentati: il prezzo "all'ingrosso", ovvero il costo che un operatore fa pagare all'altro, il cui tetto massimo sarà di 30 centesimi al minuto (che diventeranno poi 28 e 26 gli anni successivi); i prezzo finale di una chiamata effettuata all'estero, fissato in 49 cent (poi 46 e 43); il prezzo per chi riceve la chiamata, che non potrà superare i 24 centesimi (ridotti anch'essi a 22 e 19 nei due anni successivi all'entrata in vigore del regolamento). Una bella differenza rispetto ai prezzi di oggi, che sono circa il doppio in tutti e tre i parametri presi in considerazione. L'entrata in vigore delle tariffe dipende ora solo dalla pubblicazione del regolamento. Gli operatori avranno poi due mesi per adeguare i piani tariffari. Il funzionamento del regolamento sarà monitorato dalla Commissione dopo 18 mesi dalla sua entrata in vigore, e dovrebbe decadere dopo 3 anni. A meno che non si ritenga necessario rinnovarlo.
Nel discorso che ha tenuto ieri al Consiglio Viviane Reding si è mostrata molto soddisfatta del risultato, ma non ha nascosto una forte preoccupazione per i tempi di approvazione e, come è solita fare, non ha usato mezzi termini nel suo appello ai ministri. «Non usate scuse burocratiche, legali o procedurali per ritardare l'entrata in vigore di questo regolamento. Perché milioni di cittadini stanno aspettando. Finiamo il lavoro! Noi tutti sappiamo che è possibile, e io sono sicura che voi Ministri saprete dimostrare la capacità di decisione del Consiglio. L'Europa sta aspettando che voi agiate. Ora».
Il tono accorato è giustificato da una corsa contro il tempo - forse ormai inutile - per riuscire a ottenere l'entrata in vigore delle nuove tariffe prima della stagione estiva, periodo in cui per via del turismo si effettua il maggior numero di chiamate in roaming. Ma i tempi ormai sono troppo stretti: il regolamento deve essere ratificato dal Consiglio dei Capi di stato e poi tradotto in tutte le lingue dell'Unione e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Europea. Da quel momento scattano i due mesi previsti per gli operatori, quindi va da sé che nell'estate 2007 si continuerà a pagare come prima. «Confidiamo ancora nell'impegno della commissaria Viviane Reding - fa sapere l'Unione Nazionale Consumatori - infatti c'è il concreto rischio che la prossima estate trascorra senza che i consumatori possano beneficiare di questo provvedimento. A questo la palla passa agli operatori: riducano subito le tariffe roaming senza aspettare il regolamento». Una richiesta nobile, ma che possiamo sospettare, dati i precedenti, che non venga accolta.
NOTIZIE Venerdì 08 giugno 2007 - 08:00 (1183 giorni fa)
Argomenti trattati: regole telefonia mobile, Viviane Reding, ministero Comunicazioni
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