modu: "cambieremo il cellulare"

Karl Pfister, General Manager Europa di modu, l'azienda che vuole trasformare il mondo della telefonia mobile attraverso un cellulare modulare: piccolo come una carta di credito, si infilerà in ogni dispositivo.

Nel mezzo della ressa del Mobile World Congress 2008 (Mwc 2008) di Barcellona a fare da grande richiamo al pubblico erano, ovviamente, i soliti grandi nomi. Tuttavia, sistemato un po' in periferia rispetto ai padiglioni principali, c'era anche un piccolo stand che, quanto a curiosità, non sfigurava rispetto ai colossi del settore. Era quello di modu, azienda israeliana, che alla fiera catalana ha presentato la sua idea "folle": il primo telefonino modulare concepito per rivoluzionare l'uso che gli utenti fanno del cellulare, nientemeno.

Un mini-dispositivo pensato per infilarsi dentro involucri più grandi e trasformarsi in quello che l'utente desidera: navigatore Gps, console per videogiochi, schermo per visualizzare le digitali. La scommessa, sostenuta fin qui da un marketing intelligente ha un padre nobile: Dov Moran, uno dei padri delle memorie Usb.

Per saperne di più su quella che è sicuramente una delle trovate più brillanti uscite dal Mwc 2008 abbiamo intervistato Karl Pfister, General Manager Europa di modu.

Partiamo dalla cosa più semplice: cosa c'è dentro il telefonino modu?
Tutte le funzionalità richieste ad un cellulare oggi: quad-band, Gprs, uno schermo ad alta qualità, un lettore mp3, 1 giga byte di spazio. Nel maggio del prossimo anno lanceremo il modello 3G.

E cosa c'è dietro dietro? Quale idea vi guida?
modu
è il cuore di una piattaforma. Non ci consideriamo un classico produttore di cellulari. Vogliamo invece permettere a grandi marchi provenienti da differenti settori (moda, design, elettronica di consumo) di usare modu in combinazione con le varie jackets (i "gusci" che permettono a modu di assumere forme diverse, ndr) e di entrare nel settore della telefonia mobile. L'obiettivo finale è il modo in cui la gente usa i telefonini.

Puntate a mettere in piedi un ecosistema aperto, dunque?

Sì. Per ora abbiamo realizzato noi sia il modu che tutte le jackets già in circolazione. Nel futuro vogliamo licenziare la tecnologia per i gusci e per gli altri oggetti dell'ecosistema. Vogliamo che tutti possano usare la piattaforma per creare valore.

Non troppo diversamente da quello che fa Apple con iPod?

Sì, ci sarà un programma di certificazione.

Per quale ragione pensate che gli utenti debbano rivolgersi a modu?

Noi pensiamo che attualmente il consumatore subisca delle limitazioni: è costretto a rimanere legato non solo ad un singolo operatore ma anche ad un solo dispositivo. Noi gli offriamo la possibilità di personalizzare veramente il proprio dispositivo.

Quali vantaggi pensate di offrire agli operatori con cui stringete accordi?

La possibilità di raggiungere determinati segmenti di mercato con una strategia molto efficiente ed economica.

Avete un'idea dei principali destinatari della vostra proposta?
Ci rivolgiamo soprattuto ai giovanissimi e ai giovani adulti che hanno un grande bisogno di espressione, che vogliono comunicare pubblicamente il proprio stile di vita.

Quanti gusci e dispositivi dell'ecosistema vi immaginate un utente debba avere?
Il primo pacchetto sarà sul mercato con un modu e 2 gusci. Il resto dipenderà dai singoli mercati e dai segmenti di utenti su cui si vorrà puntare.

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FACE2FACE Venerdì 15 febbraio 2008 - 15:49 (931 giorni fa)

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