Sul più importante sito di filmati online arrivano i video sponsorizzati. Gli utenti possono promuovere le proprie clip comprando parole chiave, nel classico meccanismo alla Google.
YouTube ha appena superato Yahoo diventando il secondo sito di ricerca dopo Google. Ma non raggiunge i profitti che ci si aspetterebbe da un servizio con più di 80 milioni di utenti. Perciò ora lancia gli Sponsored Videos nel tentativo di seguire Google anche sulla strada del rendimento derivato dall'advertising.
Il servizio di sponsorizzazione dei filmati, per ora attivo solo negli Stati Uniti, permette agli utenti - persone o aziende - di promuovere i propri video comprando delle parole chiave che ne rappresentino il contenuto. Le keyword vengono associate alle clip consentendo a chi effettua la ricerca di trovare tra i primi risultati quelli sponsorizzati, che appaiono in una colonna accanto ai non sovvenzionati.
Grazie agli strumenti forniti da Google, gli utenti dispongono di un sistema automatico attraverso cui possono partecipare alle aste per le parole chiave facendo le proprie offerte. Ad esempio per una major cinematografica sarà molto importante aggiudicarsi il primo posto nella ricerca di termini come "movie" o "trailer", anche a costo di investirci un po' più soldi. E una volta inserito lo Sponsored Video nel motore di ricerca, Google intascherà anche in base al successo del filmato attraverso il solito meccanismo del cost-per-clic.
Stupisce che YouTube abbia aspettato tanto per mettere in atto una strategia così elementare e redditizia. Il manager di produzione dell'azienda Matthew Liu ha spiegato perché: "Da mesi stavamo lavorando a questo. Ma dovevamo essere sicuri che lo stavamo facendo nel modo giusto. Sono implicati un sacco di fattori complessi: YouTube è una piattaforma di scoperta di video (che ha la sua forza nel proporre video nuovi, ndr)", insomma era fondamentale dare spazio ai video sponsorizzati senza snaturare le caratteristiche che rendono la formula del sito unica e vincente.
Nel mentre Google, il cui titolo è crollato sotto i 300 dollari per la prima volta dal 2005, ha lanciato altri formati pubblicitari per far fruttare al meglio la visibilità sul sito di video: ha inserito dei link di fianco ai filmati che collegano gli utenti direttamente a siti di shopping online dove comprare i prodotti contenuti nei video. E ha firmato un accordo con le grandi imprese di Hollywood per portare sul sito contenuti televisivi e cinematografici, cercando di risanare il rapporto con l'industria dello spettacolo.
NOTIZIE Giovedì 13 novembre 2008 - 12:52 (659 giorni fa)
Argomenti trattati: YouTube, Google, advertising, video online
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