Una guida interna con tutte le regole per comunicare la brutta notizia. L'annuncio a mezzo blog di Jerry Yang (tra l'altro anche lui già licenziato). E il flusso di messaggi su Twitter, con le reazioni a caldo e la solidarietà degli amici.
«Vai direttamente al punto e non metterla sul personale. Non dire che non sei d'accordo con la scelta. (Solo se necessario) sottolinea che la decisione è definitiva. Una volta terminata la comunicazione accompagna il dipendente all'ufficio Right Management e digli: "Appena hai finito, vai alla scrivania e raccogli le tue cose". Il tutto non deve durare più di 15 minuti. Sii leader. Dimostrati disponibile per tutto il giorno. Nessun gossip e conflitto».
Sono queste alcune delle indicazioni presenti sulla guida interna al doubletalk (ovvero il discorso con cui si annuncia un licenziamento) realizzata dai top manager di Yahoo e ripubblicata da ValleyWag. Un vero e proprio galateo del "perfetto licenziamento" nell'era del web 2.0, da parte di un'azienda che fino a pochi anni fa prometteva di cambiare le regole del gioco anche nel rapporto con i dipendenti e che ora si trova ad affrontare una profonda crisi di leadership e business.
E così dopo 18 mesi di incertezze, ieri è arrivato il tanto atteso "mercoledì nero" per Yahoo: sono state consegnate le prime lettere di licenziamento che porteranno ad un taglio del 10% dell'attuale forza lavoro (circa 1540 dipendenti in tutto il mondo). Una scelta che sa tanto di sboom post-bolla del 2001 (quando le famose "pink slips" diventarono l'emblema della crisi in Silicon Valley), ma che "si rivela necessaria per allineare meglio i costi con le entrate" ha spiegato Jerry Yang sul blog della società. Lo stesso Yang, tra l'altro, si trova a vivere il doppio ruolo di licenziatore e licenziato, dal momento che di recente è stato sfiduciato dalla carica di Ceo.
Tra fughe di documenti e annunci a mezzo blog, non potevano mancare le reazioni in tempo reale dei dipendenti. Anche questa volta il palcoscenico migliore è diventato Twitter, insieme a diversi altri siti di riferimento della Silicon Valley (come Silicon Alley Insider) su cui si stanno raccogliendo via via le testimonianze. Da quelle più ironiche ("Che peccato, mi piacevano tanto le tacos gratis") a quelle più risentite verso il management ("Perché non licenziare più manager?"). In mezzo a tutto ciò, anche tanta solidarietà ("Una persona con il tuo talento riuscirà a trovare un'alternativa in poco tempo. E' una perdita per Yahoo, non per te"). In fondo, nell'era del lavoro 2.0 anche i licenziamenti diventano un'occasione per condividere le proprie emozioni in una dimensione pubblica. E magari superare meglio i momenti di amarezza, con il supporto di amici vicini e lontani.
NOTIZIE Giovedì 11 dicembre 2008 - 12:19 (631 giorni fa)
Argomenti trattati: knowledge workers, Yahoo!, Twitter, blogging
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