Da Amburgo arriva l'ordine di tagliare la sede milanese. Lo sbarco del social network qui in terra italica era di soli nove mesi fa.
Xing si congeda dall'Italia. La chiusura della sede milanese del business social network da un paio di giorni è poco più che una voce di corridoio. A parlarne, quasi sottovoce, solo un paio di esperti e imprenditori del web, tanto che per una conferma ufficiale bisogna rivolgersi direttamente ad Amburgo. "Vogliamo concentrare le nostre attività di Crm e marketing presso la sede principale – ci ha spiegato al telefono Thorsten Vespermann, capo della comunicazione aziendale - Peraltro la scelta di chiudere la sede italiana non ha niente a che vedere con l'eccellente lavoro fatto in questi mesi da Cipriano Moneta e dal suo staff". Quasi un'involontaria ironia visto che, al netto di tutte le altre considerazioni, il country manager e gli altri membri della squadra non hanno avuto molto tempo a disposizione.
Il comunicato stampa che annunciava lo sbarco dell'azienda tedesca in Italia è datato 2 marzo 2009. Nove mesi. Nove mesi passati tra barcamp e conferenze, impegnati a tradurre in fatti concreti (e nuovi iscritti) quel "Powering Relationship" che campeggia sotto il logo aziendale.
E adesso arriva il diktat di Amburgo. Tutti a casa. E non migliora le cose sapere che siamo l'unica country a chiudere.
Nel nostro paese il marchio Xing continuerà a essere commercializzato solo come soluzione business-to-business per le piccole e medie imprese che vorranno utilizzare il social networking in alcune aree funzionali, come risorse umane, vendite o marketing. A gestirlo dovrebbe essere Reset Communication, azienda milanese di web marketing ed eventi oggi in attesa del mandato ufficiale. Accanto a Reset, rimarranno attivi solo gli 'ambassador' di Xing sparsi sul territorio: decine e decine di professionisti che in questi mesi - dal basso - hanno organizzato incontri, conferenze, messo in piedi business club locali. "Per loro - conferma l'azienda da Amburgo - ma anche per tutti gli utenti Xing, stiamo rafforzando il nostro ufficio di supporto centrale, grazie anche a 25 nuove assunzioni."
Insomma, si taglia in Italia per assumere in Germania. Il nuovo corso di Xing fa suo questo concetto. Niente comunicati stampa o note ufficiali a corredo, almeno per il momento. La pratica, insomma, è chiusa.
Quanto ai programmi di sviluppo del social network - 8 milioni di utenti nel mondo, 100 mila eventi live organizzati, la prima impresa 2.0 a quotarsi in Borsa a Francoforte nel 2006 - il futuro è già delineato. "Continueremo a investire in Germania, Spagna e Turchia – precisa Vespermann – mercati senz'altro più maturi di quello italiano."
In Spagna Xing è arrivata nel 2007, grazie all'acquisizione di Neurona, 835 mila iscritti e un mercato potenziale di 90 milioni di utenti madrelingua in tutto il mondo. Nel 2008 è stata la volta della Turchia con l'acquisizione di Cember.net, in uno scenario nazionale dove la penetrazione della banda larga è incoraggiante e gli under 30 - a colpi di social networking ed e-commerce - fanno del paese la dodicesima potenza Internet al mondo.
Da noi la situazione è diversa, e dalle decisioni di Xing emerge la vera fotografia dello scenario Internet nazionale. Siamo un mercato poco interessante, almeno dal punto di vista delle aziende operanti nel web. Punto.
Ecco spiegata la decisione di congelare il milione e mezzo di euro messo a budget per la country italiana e rafforzare il proprio bilancio. Più soldi in cassa vogliono dire più valore per le singole azioni. E in questo momento Xing ha bisogno dei numeri per vendere cara la pelle. Le voci di un'imminente scalata da parte dell'eterno avversario LinkedIn sono state smentite, nonostante le molte indiscrezioni a riguardo provenienti dalla stampa americana più accreditata.
Eppure il perno della vicenda è questo. Rafforzarsi internamente, reagire agli assalti della concorrenza. E, se necessario, sacrificare le pedine deboli.
NOTIZIE Mercoledì 11 novembre 2009 - 14:00 (296 giorni fa)
Argomenti trattati: social networking, e-commerce
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