Usa, nasce il MySpace degli spioni

L'intelligence americana si dota di un suo MySpace. Anche le agenzie per la sicurezza, come molte aziende, sentono il bisogno di trovare nuovi modi di far fluire l'informazione. E cercano nel web 2.0 spunti per una gestione della conoscenza più libera ed efficiente.

Il nome, A-Space, non è così originale. Ma ha il vantaggio di rendere l'idea. Come il suo modello ispiratore, MySpace, sarà infatti un luogo virtuale in cui condividere informazioni strutturato secondo i collaudati schemi del più popolare servizio di social networking del pianeta.

La differenza è che a popolarlo non saranno schiere di adolescenti in cerca di amici o gruppi musicali affamati di notorietà. I protagonisti della community saranno invece seriosissime spie. A-Space è infatti un progetto che fa capo al Director of National Intelligence (DNI), vale a dire il principale ufficio di consulenza del presidente degli Stati Uniti in materia di servizi segreti e intelligence.

Il DNI, come racconta il Financial Times, ha annunciato che dal prossimo dicembre i professionisti dello spionaggio a stelle e strisce avranno a disposizione un nuovo strumento di condivisione delle informazioni. L'obiettivo è quello di abbattere le barriere, fisiche, burocratiche e corporative che spesso impediscono il fluire delle notizie e dei dati all'interno della vasta comunità dell'intelligence Usa, ancora in fase di riorganizzazione delle proprie attività dopo lo shock dell'11 settembre.

Il progetto promosso dal DNI, a cui i singoli membri dei servizi segreti americani parteciperanno su base volontaria, consisterà in una piattaforma nella quale gli utenti avranno a disposizione una web mail e varie aree tematiche in cui inserire documenti, modificarli ed effettuare attività di segnalazione (social bookmarking) e valutazione dei contenuti (rating) rese popolari da siti come Del.ici.ous o Amazon, che costituiscono l'ossatura della gestione della conoscenza nell'era del web 2.0.

L'annuncio di A-Space non è comunque un fenomeno isolato. La notizia arriva dopo che negli ultimi tempi si erano moltiplicati i segnali di interesse da parte del mondo dei servizi segreti americani verso gli strumenti e le pratiche che stanno spopolando nell'internet sociale di nuova generazione. Recentemente, riporta il Financial Times, la Cia è ricorsa al popolare sito di social networking Facebook per promuovere il reclutamento. Mentre è notizia del novembre scorso la creazione di Intellipedia, sempre da parte del DNI, che offre alle 16 agenzie dell'intelligence americana una piattaforma di produzione partecipata della conoscenza in stile wiki.

L'adozione di strumenti tipici del web 2.0 a scopo interno non è per altro prerogativa dell'universo della sicurezza. Sono sempre di più le aziende private, che vi ricorrono per gestire i crescenti flussi di informazione che, grazie alla diffusione dell'internet, attraversano le organizzazioni. Al fenomeno è stato dato il nome di Enterprise 2.0 e ha già cominciato suscitare l'interesse dei big della consulenza aziendale.

L'adozione di questi strumenti all'interno delle imprese non è mai indolore visto che spesso va a colpire organigrammi consolidati e pratiche consuete. Nel caso dell'intelligence c'è l'ulteriore problema della delicatezza delle informazioni condivise. Tuttavia, il valore dello scambio di conoscenza sembra diventare sempre più centrale. Tanto da oscurare i rischi e spingere anche le agenzie per la sicurezza verso nuove strade. "Siamo pronti a sperimentare approcci che non abbiamo mai provato prima", ha spiegato al Financial Times, Mike Wertheimer del DNI.

NOTIZIE Mercoledì 22 agosto 2007 - 12:10 (936 giorni fa)

Raffaele Mastrolonardo

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Argomenti trattati: web2.0, enterprise 2.0, wiki

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