Il sito di contenuti generati dagli utenti Open Salon permette ai suoi membri di compensare quei blogger che scrivano articoli interessanti. Funzionerà?
Una formula di sostentamento economico può basarsi sull'integrità e sulla buona fede dei cittadini? Talvolta sì, soprattutto nel cyberspazio. Il popolo della rete infatti non è nuovo a questi meccanismi di riconoscimento spontaneo, tanto da aver basato sul contributo probo e spassionato degli utenti e su un controllo sociale incrociato veri e propri modelli di business. A questo proposito Salon debutta con un esperimento interessante, a patto, si intende, che gli utenti si dimostrino integri.
E' un po' il meccanismo degli artisti di strada: ti è piaciuto tanto quel pezzo? Offri all'artista una monetina, in segno di incoraggiamento e di apprezzamento, e al tempo stesso offri all'arte di strada un'iniezione di fiducia e di denaro. Allo stesso modo se gradisci un post di un altro blogger puoi regalare un contributo reale e in soldoni, una sorta di mancia incentivante insomma. E' l'idea di Open Salon, community user generated della storica Salon che, oltre a regalare attestati di stima concreti e terreni ai miglior contributi, propone a questi ultimi uno spazio privilegiato nell'homepage della webzine.
L'idea concettualmente non è del tutto nuova e può essere considerata un'evoluzione successiva dei sistemi basati sulla reputazione, come GroundReport o Yelp, che in rete funzionano particolarmente. Il sistema si basa sulla piattaforma tecnologica Revolution MoneyExchange. Gli utenti devono registrarsi e il login comprende un piccolo fondo di 10 dollari, utilizzabile appunto per gratificare gli utenti che producano articoli, video o immagini di particolare valore. La condizione è che anche questi ultimi però siano iscritti al Revolution MoneyExchange, altrimenti non possono ricevere alcun compenso.
Qual è l'obiettivo dell'iniziativa? Intanto quello di incoraggiare la qualità che, inevitabilmente, trova nel denaro un inequivocabile segno di stima. Inoltre la mancia per blogger può trasformarsi in un vero e proprio modello di business. Per funzionare un sistema del genere necessita indubbiamente di un ambiente civile, in cui la gente sia in grado, attraverso un sistema di autoregolamentazione automatico, di regalare alla qualità quell'approvazione sociale di cui l'essere umano ha bisogno senza provare la tentazione di fregare, in totale sincerità.
L'iniziativa ricorda vagamente la formula pay-what-you-want, ideata dai Radiohead per il loro album In Rainbows. Peccato che in quell'occasione la band di Oxford fu decisamente tradita dal proprio pubblico, cui si chiedeva semplicemente di pagare quello che ritenevano giusto. Il 62 per cento degli appassionati dei Radiohead, secondo un'indagine condotta da ComScore, ha scaricato l'album senza offrire un centesimo e ponendosi semplicemente il problema, molto pratico e molto poco ideologico, di come pagare il meno possibile.
NOTIZIE Lunedì 11 agosto 2008 - 15:01 (753 giorni fa)
Argomenti trattati: blogging, user generated content
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