Al CES di Las Vegas si discutono le tendenze più interessanti del 2009. E tra i trend si scopre che i consumatori tecnologici sono sempre più sedotti dagli articoli ecologici, per i quali sono disposti a spendere anche qualcosa di più.
Il 2009 per la tecnologia sarà l'anno dei telefoni smart, dei netbook e del wireless in casa. Ma soprattutto sarà l'anno dei prodotti tecnologici green: è quanto dicono gli esperti riunitisi al CES di Las Vegas, dove si prevedono i prossimi trend del mercato tecnologico, tra qualche brutta notizia (inevitabile considerata la recessione) ma anche qualche speranza in più.
Se il 2008 è andato male, il 2009 sarà ancora peggio: lo ribadiscono ancora dal Consumer Electronic Association, la grande fiera dell'elettronica in corso a Las Vegas in questi giorni, dove si prevede una contrazione dei consumi tecnologici di circa lo 0,3 per cento per l'anno 2009. Sarà A very bad year, ma come spesso succede le crisi sono anche foriere di cambiamenti e talora persino di miglioramenti. Secondo una ricerca presentata al CES alla contrazione degli acquisti corrisponderà infatti anche un consumo più consapevole e sensibile alle tematiche ambientali.
Il green sarà sempre più importante nelle scelte di acquisto dei consumatori di prodotti tech, ma finora gli stessi clienti non sembrano credere troppo alle promesse ambientaliste delle grandi aziende. In sostanza, come sostiene il manager del CES Steve Koening, "il verde diventerà un fattore d'acquisto" perché le politiche eco-friendly sono considerate dai consumatori sempre più strategiche, ma al tempo stesso gli acquirenti sono sempre più informati, o quantomeno desiderano esserlo, e di conseguenza sempre più esigenti e critici.
Finita l'epoca del greenwashing dunque, durante la quale ai colossi bastavano poche e mirate operazioni di immagine per proporsi (o forse sarebbe meglio dire spacciarsi) come aziende ecologiste. Quel che emerge dallo studio è soprattutto una crescente curiosità tra le persone rispetto alle modalità di produzione e di riciclo dei prodotti tecnologici. Per più della metà degli acquirenti vale la pena spendere un pochino di più per un acquisto ecologico, mentre c'è addirittura un 22 per cento che spenderebbe il 15 per cento in più per avere in cambio pc, telefonini, gadget, laptop, stampanti ecc fatti e smaltiti seguendo regole rispettose dell'ambiente.
In particolare il 64 per cento degli acquirenti dà un'occhiata alle politiche del marchio in questione in tema di riciclo prima di comprare un prodotto. In generale però le politiche green costituiscono un terreno ancora semisconosciuto per molti, con un 40 per cento dei consumatori che si dichiara confusa in merito alle politiche ambientali dei marchi hi-tech e il 65 per cento che si definisce diffidente rispetto alle azioni ecologiche di tanti aziende.
Insomma, in questa città del Nevada la tradizionale fiera dell'elettronica è orfana per la prima volta di Bill Gates e non parla d'altro che di crisi, anche se il settore hi-tech sembra essere uno dei meno colpiti dalla recessione (che paradossalmente potrebbe favorire il cosiddetto home entertainment). Eppure i techies sono diventati maturi e ambientalisti, soprattutto tra il gentil sesso, risultato ancor più sensibile degli uomini all'ambiente. Forse perché la Terra è femmina?
NOTIZIE Giovedì 08 gennaio 2009 - 15:36 (603 giorni fa)
Argomenti trattati: ambiente
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