Tutti pazzi per la semantica

Tutti ne parlano, tutti la vogliono. E' la semantica, ultima star dell'hi-tech. Ci racconta cosa c'è di vero dietro questo boom Marco Varone, Cto di Expert System, azienda specializzata nella tecnologia dei significati.

Marco Varone, Cto di Expert SystemSe c'è una parola di moda nell'universo tecnologico questa è "semantica". In uno di quei periodici innamoramenti collettivi che attraversano il volubile cuore dell'hi-tech, sembra che sia proprio da lì, dall'unione della scienza dei significati con l'informatica, che debba venire il prossimo salto in avanti del settore. C'è chi ha già trovato il nome per questo connubio: Web 3.0, nella speranza di evocare una rete che riesce a tenere insieme le ambizioni del web semantico ideato da Tim Berners Lee con l'esplosione anarchica del web 2.0.

Quanto questi entusiasmi possano tradursi in realtà non è facile a dirsi. L'universo tecnologico è ricco di formule che hanno avuto i loro 15 minuti di celebrità e poi sono finite nel dimenticatoio. E allora l'unica cosa da fare per capire che cosa c'è di vero dietro al boom e quanto possiamo realisticamente aspettarci dalle tecnologie semantiche l'unica cosa da fare è rivolgersi a uno specialista del settore. In questo caso Marco Varone, Chief Technology Officer di Expert System, azienda che da anni sviluppa soluzioni semantiche. E che oggi scopre, con un misto di soddisfazione e preoccupazione, che il suo core business sta diventando importante.

"Semantica" e "semantico" sembrano diventate le nuove parole magiche del web contemporaneo: suscitano speranze ed entusiasmi. Quali sono dal tuo punto di vista, i fattori che stanno dietro questa "moda"?
Negli ultimi 2 anni l'uso del termine "semantico" si è molto diffuso a tutti i livelli, dal web sino alla gestione dei dati strutturati. Credo che il fenomeno derivi da due elementi importanti. Il primo è il fatto che per lungo tempo si sia parlato di web semantico senza che nuovi servizi si siano diffusi in modo significativo. Questo ha fatto sì che la formula "semantic web" si sia logorata e in molti abbiano cominciato a pensare che si potesse staccare l'approccio semantico dal web per ampliarne il settore di applicazione. Il secondo fattore è il fatto che le tecnologie esistenti per il ritrovamento e la gestione delle informazioni non stanno facendo i progressi richiesti dagli utenti. Google è stato rivoluzionario alla sua uscita ma da allora, come motore, non ha fatto grossi progressi. Lo stesso vale per la gestione della conoscenza all'interno di un Pc o nelle organizzazioni aziendali. E questo fa sì che si speri nella semantica come la soluzione per andare oltre.

Aggiungerei che a questo boom della semantica non è estranea l'esplosione del cosiddetto web 2.0, collegato com'è alla nascita di nuovi sistemi "spontanei" di classificazione dell'informazione come il social-tagging. Ho l'impressione che, anche grazie al fenomeno 2.0, abbia cominciato a circolare l'idea che sia tutto un po' più facile di quanto non predichi Berners Lee con il suo web semantico. A questo proposito, qual è la vostra posizione rispetto al semantic web?
Noi offriamo tecnologie abilitanti per il web semantico dal momento che pensiamo che, così come è stato concepito, il web semantico non può funzionare su larga scala senza l'ausilio di qualche strumento informatico. E' impossibile ipotizzare che i singoli individui da soli arricchiscano le pagine web di meta-informazioni. Ci vuole uno strumento che estragga dal testo gli elementi rilevanti e li inserisca come metadati. Noi possiamo fornire questo aiuto. E in questo senso siamo molto interessati al web semantico.

Come vivono degli specialisti del settore come voi questo boom di attenzione rispetto al vostro campo? Vi rende felici perché apre prospettive di business o vedete anche dei rischi in questa improvvisa popolarità della semantica?
Il problema fondamentale in questo uso un po' esagerato della parola semantica è che il termine rischia di logorarsi prima ancora di avere dimostrato di essere in grado di risolvere i problemi. Per mettere a punto una tecnologia semantica sufficientemente matura da poter essere applicata in vari contesti ci vogliono investimenti e tempo. Il mercato però non è sempre così paziente, soprattutto rispetto alle ultime mode, dalle quali si aspetta tutto e subito. Il rischio che vedo è che si inflazioni il termine quando le tecnologie non sono ancora pronte e "semantica" diventi, troppo in fretta, una parola negativa.

Cerchiamo allora di capire, assumendo una prospettiva realistica, lontana da mode e entusiasmi eccessivi, quali sono le aree in cui le tecnologie semantiche possono interessare le aziende
La semantica si può applicare a qualunque dato e informazione contenuta in un testo, sia questo un documento, una pagina web, un sms. Grazie alla semantica non mi limito a individuare dei simboli, ma sono in grado analizzare il testo in questione, riconoscere le parole e le relazioni tra le parole e i significati.

Puoi farci qualche esempio?
Se all'interno di un testo trovo la parola "pesca" con le tecnologie semantiche posso capire se si tratta frutta o di un'attività ricreativa. Si lavora, insomma, sul significato e sulle relazioni tra i diversi elementi. A differenza di quanto accade con le parole chiave (che ci fanno fare solo un'attività di ricerca delle informazioni che poi dobbiamo interpretare), qui il sistema fa un pezzo di lavoro in più: ci fornisce già una parte di comprensione, capisce che il testo parla di alimentazione piuttosto che di un hobby. E questo mi permette di organizzare la conoscenza in modo assai più agevole e, soprattutto, di estrarre informazioni puntuali con minor sforzo. Un altro esempio: se voglio trovare nella intranet le persone che erano con me in una riunione presso un cliente, classicamente devo cercare di ricordarmi chi c'era in quell'occasione e usare come parole chiave i nomi delle persone e poi osservare i documenti trovati. Con la tecnologia semantica, invece, il sistema è in grado di individuare il concetto di "persona" e sarà lui a estrarre gli individui che erano presenti in quella determinata occasione.

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FACE2FACE Lunedì 03 settembre 2007 - 14:00 (1096 giorni fa)

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