Le proposte di Jacek Utko, designer polacco di quotidiani, responsabile del successo di una serie di testate dell'Est europeo. Estetica, ritmo ma, soprattutto, progetto e idee. Così ha incantato la platea della Ted Conference.
Cosa può salvare i giornali? La bellezza. A dirlo, incurante del rischio di passare per pazzo, è un signore polacco di nome Jacek Utko, persuaso che un pizzico di estetica non faccia male all'informazione, anzi. Ha studiato da architetto e, con grande dispetto della famiglia, invece di progettare palazzi è finito a fare il designer di quotidiani. Memore dei suoi trascorsi, è convinto che applicando alla carta stampata i principi base dell'architettura, come l'integrazione di forma e funzione, si possano ottenere prodotti migliori, più facili da leggere, più piacevoli da sfogliare. E, soprattutto, più apprezzati (e comprati) dai lettori.
Nel febbraio scorso, come documenta un video divenuto popolare in rete, ha sedotto la platea californiana della celebre Ted Conference, che ogni anno invitano a parlare le più brillanti menti del globo nel campo delle tecnologie, dell'educazione e, appunto, del design. Look giovanilistico, maglietta, occhialini e capelli lunghi di ordinanza ha raccontato al facoltoso uditorio i suoi successi. A cominciare da quelli della testata per cui lavora come art director, il quotidiano economico polacco Puls Biznesu. R idisegnato nel 2004 sotto la sua guida artistica, è stato nominato il giornale meglio disegnato del mondo dalla Society for newspaper design. Quel che più conta, il primo anno dopo l'operazione estetica il foglio ha guadagnato il 13 % in circolazione, l'anno successivo il 22%, il terzo anno il 35%. Non male in tempi di crisi dell'editoria.E pensare che a Jacek l'illuminazione è venuta a Londra, dopo avere visto una performance del Cirque du soleil. Quel giorno ha deciso di applicare ai giornali quello che il gruppo canadese ha fatto al circo: innestare linfa nuova in una tradizione un po' in decadenza. Impresa riuscita anche fuori dai confini polacchi. In quanto consulente del gruppo editoriale svedese Bonnier, il nostro ha supervisionato progetti grafici in tutta l'Europa dell'est e nei Paesi baltici. Anche qui, oltre ad aver fatto manbassa di riconoscimenti e aver portato nel 2007 l'estone Äripaev sulla poltrona di giornale più "bello" del globo, ha riempito il portafogli dei suoi datori di lavoro.
In Russia il Delovoy Peterburg testata finanziaria da lui "trattata", ha visto la propria circolazione allargarsi dell' 11% il primo anno dopo il nuovo design. Ancora meglio è andata il secondo e il terzo anno: + 19 % e + 29 %, rispettivamente. Ma il vero fiore all'occhiello nel curriculum dell'architetto mancato è il bulgaro Pari: re-design e circolazione che si impenna del 100 %.Basterà tutto questo a salvare i giornali? Non è detto. «I lettori – ammette Utko – non vogliono pagare per le notizie di ieri, i pubblicitari li seguono e l'iPhone è più maneggevole dell'edizione domenicale del New York Times ». Come a dire, in fondo, farsi più belli potrebbe servire solo a rimandare la morte. Messa così non è proprio una grande prospettiva ma, a pensarci bene, è sempre meglio che morire prima e, per giunta, brutti.
Articolo pubblicato su il manifesto del 17 aprile 2009
Venerdì 17 aprile 2009 - 10:09 (335 giorni fa)
Argomenti trattati: giornalismo, design
Pagina 1 di 1





In poche settimane è diventato un fenomeno del web, con oltre 30 milioni di visitatori al giorno....
Ecco l'edizione 2010 del rapporto di Reporters Senza Frontiere. Crescono i Nemici di Internet e i...
Non solo attacchi suicida, traffico di droga e diritti negati. L'afgano Abdullah Qazi ha lanciato...
Secondo uno studio dell'Università di Stanford la dipendenza da melafonino dilaga. Il 70% delle...
Il giocatore potrà comandare i personaggio dei videogame attraverso i movimenti del corpo.
Sull'ultimo tool inaugurato da Mountain View si potranno visionare centinaia di grafici animati...