Ringles, la scommessa hard delle major

Le case discografiche ci provano coi ringles: un nuovo prodotto a metà fra il digitale e il fisico che nasce dall'unione tra i vecchi single (singoli), e le suonerie. Iniziano a offrire questo prodotto sia Sony Bmg Music Entertainment che Universal Music Group. Il costo oscilla fra i 4 e i 5 euro.

Fra fiumi di lacrime per la perduta ricchezza e polemiche sulla pirateria, l'industria musicale partorisce anche un'idea propositiva e la battezza ringle. Si tratta del frutto dell'unione fra il vecchio – e in via d'estinzione – single e la più che mai viva suoneria (ringtone in inglese) che in molti, soprattutto fra gli adolescenti, amano usare per personalizzare il telefonino. Il tutto sul vecchio supporto del Cd.

L'idea è di Sony Bmg (ma già adottata da Universal Music Group), che si prepara a proporre più velocemente possibile un buon ventaglio di scelte a partire innanzi tutto dagli artisti più gettonati del momento: da Avril Lavigne e Cristina Aguilera fino a Justin Timberlake. I distributori al dettaglio coinvolti sono Wal-Mart, Target, Best Buy e Amazon. In Italia sono già disponibili i popolari Daniele Silvestri, Paolo Meneguzzi, i Gemelli DiVersi.

SOTTO LA LENTE
  • Sony proporrà 50 titoli fra ottobre e novembre
  • Universal Music Group proporrà fra i 10 e i 20 titoli
  • Il costo dei ringles oscilla fra i 5,98 e i 6,98 dollari
  • Il margine lordo di profitto è del 31 per cento circa
Il funzionamento è semplice: si acquista il cd di un singolo che può contenere fino a tre versioni della stessa traccia musicale – per esempio un remix – e incluso nel prezzo si ottiene anche un codice che va inviato tramite sms per poi ricevere il link wap da cui scaricare la tanto amata suoneria. E, visto l'indubbio successo di quest'ultima, l'idea potrebbe riscuotere popolarità. Forse.

Certo, attualmente, dotare il proprio cellulare di musica originale è un'operazione piuttosto costosa e perfino rischiosa: spesso l'acquisto comporta più o meno chiari abbonamenti con i fornitori che impegnano l'utente in modo continuativo e il costo per pezzo si aggira intorno ai 3 euro. Il ringle, invece, ha un prezzo che oscilla fra i 5,98 dollari (poco meno di 4,40 euro) e i 6,98 dollari (pari a 5,10 euro), così come informa Reuters. E include il piacere dell'oggetto – da esporre, da collezionare – musica perfettamente legale, e infine la suoneria.

Tuttavia, a voler guardare l'altra faccia della medaglia, l'idea non è accolta con favore da tutti. In rete spuntano già i commenti: c'è che fa notare che il costo è troppo alto, chi evidenzia (con poca originalità) che la trovata è puramente finalizzata a rivitalizzare le major alle prese con il mercato della musica digitale sia legale che non, chi infine sottolinea che Apple dal 5 settembre propone di acquistare assieme a un pezzo musicale anche la versione in suoneria per iPhone al costo di 1,98 dollari. Fra l'altro, come dimenticare che l'invio dell'sms non è per nulla gratuito e men che meno lo è la connessione wap necessaria per impossessarsi della agognata suoneria?

NOTIZIE Lunedì 10 settembre 2007 - 12:15 (1089 giorni fa)

Serena Patierno

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Argomenti trattati: suonerie, musica, Sony Bmg, Universal Music

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