Mosro, il guardiano che non si annoia

Cresce il mercato legato ai robot mobili, ideali per monitorare e sorvegliare gli ambienti. In Italia sta arrivando Mosro, ultimo prodotto della tedesca Robowatch, ma presto potrebbero essere loro i nostri avatar.

Si chiama Mosro, arriva dalla Germania (prodotto dall'azienda Robowatch, in Italia è distrubuito da Megaitalia) e di professione fa il guardiano. È un robot dalla forma cilindrica, alto un metro e venti e ha una sirena rossa come cappello. Ma questa è solo una delle forme che possono assumere i nuovi robot mobili di sorveglianza e controllo. Evoluzioni dei nuovi elettrodomestici indipendenti (il lucida pavimenti, il pulisci piscine etc.) che permettono però una comunicazione bidirezionale e svolgono compiti su precise indicazioni dei possessori.

Mosro può monitorare un locale di grandi dimensioni (900 metriuadri il raggio di azione consigliato) e rilevare intrusioni di diverso tipo grazie alla dotazione tecnologica: sensori radar, all'infrarosso, telecamera Ccd e sistemi di allarme ottici ed acustici. Questa nuova versione di guardiano notturno percorre i corridoi a passo d'uomo (4km/h) ma a differenza dei suoi predecessori umani, non patisce stanchezza e soprattutto non sa cosa sia la noia. E comunica i dati registrati (3 immagini al secondo per quanto riguarda la sorveglianza video) a un centro assistenza tramite connessioni Lan, Isdn e radio. Sarà possibile incontrare Mosro martedì prossimo, quando sarà ospite della giornata dedicata alla forma più evoluta di videocomunicazione, la telepresenza, organizzata da Updating e che si terrà presso la sede della Camera di Commercio di Milano.

Una versione più primitiva è stata utilizzata con successo ai mondiali di calcio del 2006. I predecessori di Mosro (più simili a un trolley semovente con un antenna, o alle sonde inviate sul suolo marziano a raccogliere dati) hanno contribuito a garantire la sicurezza dentro e fuori i confini dello stadio Olimpico di Berlino. Un piccolo esercito di 20 robot – controllati da remoto da addetti umani – che si è dimostrato affidabile proprio nello svolgere i compiti più monotoni. Ma non di sola noia vivono i robot mobili, alcuni prediligono anzi una vita spericolata e si adattano molto bene ai compiti più rischiosi, come ha dimostrato il loro utilizzo a supporto delle squadre di artificieri impegnate a disinnescare (o a far brillare) ordigni esplosivi.

Dal 2006 a oggi è aumentata sia la qualità che la quantità dei sensori installati. In base alla dotazione tecnologica di bordo i robot mobili possono essere utilizzati in svariati settori industriali per diversi compiti, ma in prospettiva l'evoluzione di questi oggetti è quella di divenire avatar fisici, alterego capaci di interagire con la realtà, non solo con quella virtuale. Al momento alcune aziende commercializzano una delle prime forme di avatar fisico, battezzate Virtual Visiting Robot, in sostanza robot semoventi dotati di telecamera per videocomunicare. Per ora gli usi prospettati per gli avatar del futuro sono di tenere i contatti con i parenti (soprattutto bambini, ultima e sofisticata versione di baby-sitting) e per fare compagnia ai propri animali domestici anche quando si è lontani. Ma le possibili applicazioni per questi replicanti sono davvero molte, prima o poi qualcuno potrebbe anche vedere cose che noi umani non potremmo immaginare.

NOTIZIE Venerdì 24 ottobre 2008 - 12:56 (679 giorni fa)

Gabriele De Palma

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Argomenti trattati: robotica, sicurezza, avatar

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