L'Unione europea ha appena stanziato 15 milioni di euro per il finanziamento di un progetto legato all'evoluzione di tecnologie p2p. Si chiama P2P-NEXT e servirà a distribuire contenuti video o audio, soprattutto provenienti dalla tv.
Ogni tanto il nuovo continente invidia quello vecchio. E' il caso di questo articolo di Cnet in cui si legge che mentre gli Stati Uniti spendono soldi per rimanere nel passato, qui da noi si guarda al futuro. Tutto nasce dalla notizia che la Ue ha deciso di finanziare un progetto BitTorrent, battezzato P2P-Next, con 15 milioni di euro. Un fatto notevole, considerato che istituzioni e p2p non sono mai andati molto d'accordo. Quest'iniziativa invece dimostra che la migrazione degli utenti dalla tv al web può essere un'opportunità e non solo una minaccia.
La rete P2P-Next sarà appunto finalizzata alla diffusione di contenuti televisivi ma non solo, anche di programmi radiofonici, di musica o di videogiochi. Una presa di coscienza di dati di fatto: i tempi sono maturi e il pubblico si sposta volentieri dalla tv al pc. Pare saggio quindi agevolare una sorta di migrazione "controllata" dei contenuti usando il mezzo oggi più popolare: il file sharing.
La tecnologia è quella di Tribler, open source, decentralizzata e naturalmente peer to peer. Per vedere il progetto completato e il sistema attivo bisognerà attendere 4 anni, durante i quali si avrà il tempo di determinare quanto e a chi estendere la rete.
L'idea vede l'approvazione anche di canali televisivi. In particolare Bbc si fa avanti dicendosi interessata a questo nuovo modo di arrivare al pubblico. Il p2p a quanto pare piace, perchè così popolare fra gli internauti, molto di più di altri modi sperimentati fino ad ora, come per esempio il tipo di fruizione in streaming, sperimentato per esempio da Joost o da YouTube.
Ma ci sono altri nomi che sembrano ben felici di partecipare al progetto: European Broadcasting Union, Lancaster University, Markenfilm, Pioneer Digital Design Centre Limited e infine VTT Technical Research Centre of Finland. In tutto i partner sono 21 e da loro arriveranno altri 4 milioni di euro. Tutti convinti quindi che in qualche modo il futuro dei contenuti video è sul web.
NOTIZIE Giovedì 21 febbraio 2008 - 15:11 (753 giorni fa)
Argomenti trattati: video online, p2p
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