Aperto il processo di aggiudicazione per il nuovo dominio .asia, estensione geografica asiatica per i siti web, sorella del nostro .eu. Per il momento possono avanzare richieste solo enti governativi e aziende. Il popolo dell’internet nel suo complesso dovrà aspettare fino a febbraio 2008.
Dopo la nascita del dominio europeo, arriva anche il .asia: già da oggi enti governativi e aziende possono registrarsi per accedere alla nuova estensione geografica. Gli utenti singoli, invece, dovranno aspettare febbraio 2008. Quanto all'alfabeto, nonostante la molteplicità di lingue che convivono nel continente più grande, pare che, almeno per il momento, l'unica scelta sia quello latino.
Il processo che ha portato a .asia - dominio che coprirà un'area che va dall'Australia al Medio Oriente - ha avuto inizio nel 2000, quando l'organizzazione non profit DotAsia Organisation si è vista approvare una richiesta nata con l'idea di dare compattezza al mercato asiatico, indirizzando meglio gli utenti verso i prodotti di cui sono alla ricerca. La tesi è di Edmon Chung di DotAsia, che – come riporta Yahoo! News – spiega: «Ci basiamo sulle nostre ricerche e queste mostrano che la parola "Asia" si attesta come una delle più ricercate». Va da sé che, grazie al suffisso .asia (fra l'altro aperto anche ad aziende straniere ma che operano nel Paese), si balzerà in avanti all'interno dei motori di ricerca come Google o Yahoo!.
Tra gli affetti collaterali dell'introduzione di nuovi domini c'è, prevedibilmente, il cybersquatting, fenomeno che vede la corsa all'acquisto di nomi corrispondenti a marchi importanti esistenti con diverso dominio da parte di soggetti non collegati con il brand. Il tutto, ovviamente, a scopo di lucro.
Ed è questa una delle ragioni della scelta di imporre un limite alle registrazioni fino a febbraio prossimo. Evitare il più possibile il cybersquatting e prendersi tempo per dirimere eventuali. Come quella, per esempio, che ha dato un bel da fare all'Eurid, il registro europeo per il dominio .eu, che ha dovuto dirimere la contesa sulla paternità del dominio polo.eu, desiderato da Nestlè, Ralph Lauren e Volkswagen. Dopo lunghe dispute, è finito nella mani di quest'ultima. Sperando di evitare analoghe diatribe DotAsia ha un ulteriore piano: mettere all'asta i nomi più contesi, sperando che non finiscano per essere solo oggetto di una strategia difensiva per prevenire lo sfruttamento del proprio marchio, ma che diventino attivi e prolifici.
Nel frattempo, a dimostrazione dell'utilità che un dominio territoriale di secondo livello può rappresentare, si vocifera già che i prossimi continenti a farsi avanti saranno l'America del Sud e l'Africa.
NOTIZIE Martedì 09 ottobre 2007 - 12:22 (890 giorni fa)
Argomenti trattati: internet
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