Il motore fai-da-te è firmato Yahoo

La società californiana ha presentato BOSS, un servizio che permette a chiunque di sviluppare servizi di ricerca utilizzando i suoi crawler. Il guadagno di Yahoo? Visibilità, fidelizzazione e inserzioni pubblicitarie.

Si chiama BOSS, ed è il progetto con il quale Yahoo cercherà di rendersi sempre più indispensabile online e riaccendere la competizione con l'eterno rivale Google, che al momento detiene il 62 per cento del mercato statunitense della ricerca web. Acronimo di Build your Own Search Service, la piattaforma BOSS è disponibile in rete da ieri sera nella versione beta, e consentirà a chiunque lo desideri di mettere a punto il proprio search engine personalizzato.

In pratica, qualunque sviluppatore di siti web potrà servirsi gratuitamente dell'Api (application programming interface) rilasciata da Yahoo per creare servizi di ricerca di qualsiasi genere - per esempio focalizzati su temi e argomenti specifici - che utilizzeranno la tecnologia e l'infrastruttura sviluppata dalla società di Sunnyvale. Paradossalmente, BOSS potrebbe servire anche alla creazione di un nuovo potenziale rivale nel mercato dei search engine.

Ma Yahoo sposa la filosofia dell'apertura e accetta di correre il rischio, in cambio della condivisione dei guadagni oltre che di un ritorno in termini di visibilità e fidelizzazione. Proprio così: Yahoo offre gli strumenti (hardware e know-how) che consentono di sviluppare soluzioni innovative, e chiede ai terzi una parte dei profitti che saranno generati dalla monetizzazione delle ricerche effettuate sui siti che usano la piattaforma BOSS.

Questo nuovo progetto del motore fai-da-te ben si accorda con la cosiddetta Yahoo Open Strategy - ovvero la strategia con cui Yahoo cerca di consolidare la sua presenza in rete mettendo la propria tecnologia al servizio di applicazioni web messe a punto da sviluppatori esterni. Prima di Boss era stato "condiviso" il servizio SearchMonkey, lanciato lo scorso aprile, un programma che permette agli sviluppatori e agli amministratori dei siti internet di controllare le modalità di visualizzazione dei risultati delle ricerche effettuate tramite Yahoo.

"Vogliamo fare spazio a più protagonisti (nel mercato della ricerca online) e a un maggior numero di idee", ha dichiarato Prabhakar Raghavan, capo di Yahoo Search, prevedendo inoltre che la quota di mercato della grande G scenderà presto al di sotto della soglia del 50 per cento, e che quella di Yahoo (attualmente pari al 21 per cento) finirà invece col raddoppiare proprio grazie alla strategia di apertura ai terzi e agli accordi di partnership.

NOTIZIE Giovedì 10 luglio 2008 - 15:43 (785 giorni fa)

Alessandra Carboni

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Argomenti trattati: Yahoo!, search engine

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