Il circolo della conoscenza. Un inedito di Franco Carlini

In occasione della tavola rotonda "Politica condivisa: altruismo e democrazia nella rete", pubblichiamo un testo inedito con le "Idee per un saggio sull'economia della conoscenza e dell'altruismo".

Il logo della tavola rotonda"Politica condivisa: altruismo e democrazia nella rete. Parole e idee dedicate a Franco Carlini" questo il titolo della tavola rotonda organizzata da Totem per il 20 gennaio 2009 a Genova, a partire dalle ore 9.00, presso l'Aula Mazzini dell'Università degli Studi di Genova, Facoltà di Scienze Politiche (Via Balbi 5).

Qui tutte le informazioni sulla giornata.

----------------------------------

Il circolo della conoscenza
di Franco Carlini

1. Nel 21esimo secolo sembra infine realizzarsi la società dell'informazione, anzi della conoscenza, più volte annunciata fin dagli anni '60. Ciò avviene per effetto congiunto della commoditization dei beni materiali, della globalizzazione e delle tecnologie digitali sviluppatesi negli ultimi 30 anni. La conoscenza, da semplice strumento del potere e dell'economia (al servizio dell'innovazione), diventa merce essa stessa.

2. La proprietà intellettuale, è termine relativamente recente che vuole trasformare in diritto universale ed eterno, persino naturale, alcune forme storiche di protezione e incentivazione della creatività come copyright, brevetti, brand. Lo scopo è di creare una scarsità artificiale dove, per la natura stessa della conoscenza, c'è invece abbondanza. Questa strategia di corto respiro viene tentata dalle corporation dei saperi, ma rischia di frenare l'innovazione tecnica e sociale. In ogni caso sta generando sane controtendenze e conflitti.

3. Questo spostamento del valore verso i beni materiali è sia favorito che contrastato dalla rivoluzione Internet. Essa è figlia di tecnologie e regole open e ha prodotto, senza che alcuno potesse prevederlo, una non market networked economy con prassi e culture diverse rispetto all'economia di mercato come a quella di stato. L'elemento caratterizzante è la cooperazione fin dal momento della produzione di conoscenza.

4. Per molti la cooperazione è un mistero, persino un errore dal punto di vista dell'utilitarismo e delle versioni volgari del darwinismo. Invece non c'è nulla di misterioso perché essa è il fondamento di ogni sistema complesso. Diversi modelli sono stati proposti per spiegare l'insorgere e il perpetuarsi della cooperazione nelle società umane e vengono qui descritti.

5. L'utilitarismo per almeno due secoli è apparso come la spiegazione dei comportamenti individuali e insieme come un manifesto programmatico per la società e per l'economia, trovando supporto anche nel darwinismo. Esso presenta sia aspetti descrittivi (del comportamento individuale) che filosofici (sulla natura dell'uomo) che anche prescrittivi-programmatici.
Nel tentativo di mantenergli uno status culturalmente egemone, si è tentato senza molto successo, di ricomprendere in esso anche la cooperazione e l'altruismo.

6. A supporto dell'utilitarismo ha giocato anche la teoria dell'Homo oeconomicus, ovvero del decisore razionale, un modello di cui da tempo sono evidenti i limiti. Per salvarlo si è avanzata l'ipotesi della razionalità limitata, trattando le deviazioni dal modello come eccezioni che tuttavia non lo mettono in discussione. L'economia sperimentale conferma che non si tratta di errori. Le scienze del cervello indicano che i circuiti del pensiero logico e delle emozioni sono strettamente associati. La dicotomia tra i due aspetti è ormai insostenibile e andrebbe abbandonata.

7. Ancor più inspiegabili risultano all'individualismo utilitarista i comportamenti di altruismo estremo e le pratiche del dono. Lungi dall'essere residui del passato o confinati nell'ambito familiare, delineano un'economia (se così la si vuole chiamare) i cui output sono beni relazionali . L'altruismo della specie umana è davvero, come appare dalla letteratura recente un mistero che deve essere spiegato, un'eccezione rispetto alla natura umana (e delle società umane) che sarebbero intrinsecamente egoiste e utilitariste? In questa visione l'altruismo appare come un rimedio volontaristico, a correzione del male intrinseco, un valore sovrapposto alla natura egoista, al peccato originario. Oppure una correzione ai fallimenti del mercato.

8. Il dono è sfacciato. Il dono è dissipazione. Il dono è sovversivo. Il dono dimostra che l'uomo possiede delle facoltà superiori alla razionalità. Perché, come sosteneva Blaise Pascal, il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce. E proprio come ogni trasgressione, il dono è affascinante perché crea turbamento, provoca, è rottura, alimenta contestazione.

9. A loro volta i beni relazionali stanno alla base delle teorie della felicità. Campo di ricerca relativamente recente, prende le mosse da un altro paradosso che tale non è: la ricchezza è in una certa misura disaccoppiata dalla felicità, sia a scala individuale che collettiva.

10. Qui il cerchio si chiude. Le relazioni, il dialogo, le conversazioni, persino il pettegolezzo, sono il fluido che anima la rete. Sovente vengono prodotte peer to peer, condivise con estranei, e generano conoscenza globale la quale, per esistere e crescere, deve muoversi in circolo, in rete, come e più delle conchiglie delle Trobriand. La conoscenza come dono, non divino ma dell'umanità a se stessa. Alcuni fatti e tendenze permettono di crederlo.

NOTIZIE Lunedì 19 gennaio 2009 - 14:43 (421 giorni fa)

Redazione

Del.icio.us OkNotizie Segnalo Wikio

Argomenti trattati: altre economie, cooperazione, filantropia

Pagina 1 di 1

Documenti allegati

Commenti dei lettori

  • bernardo.parrella
    grazie mille per quest'ennesima espressione di lucidita' e stimolo di franco, tanto modesta quanto puntuale e necessaria - ancor piu' rispetto a certi agganci con le speranze veicolate da obama, la cui investitura coincide proprio con l'incontro di domani a GE - peccato non poterci essere... un salutone a tutti i presenti!
    19/01/2009 - 18:16
  • sonewfangled
    Grande Franco, un uomo che ha insegnato tanto e ha sempre lavorato in modo onesto e geniale.
    20/01/2009 - 12:34

inserisci un commento

MEDIA VOTI UTENTI: 4 su 5

VOTA ANCHE TU

Ultimi articoli

Censura online: dal Web 2.0 al Controllo 2.0

Ecco l'edizione 2010 del rapporto di Reporters Senza Frontiere. Crescono i Nemici di Internet e i...

Buone notizie dall'Afghanistan

Non solo attacchi suicida, traffico di droga e diritti negati. L'afgano Abdullah Qazi ha lanciato...

Dipendenza da iPhone

Secondo uno studio dell'Università di Stanford la dipendenza da melafonino dilaga. Il 70% delle...

Playstation Move, il controller di movimento della Sony

Il giocatore potrà comandare i personaggio dei videogame attraverso i movimenti del corpo.

Public Data Explorer, tutti i dati del mondo

Sull'ultimo tool inaugurato da Mountain View si potranno visionare centinaia di grafici animati...

Topeka diventa Google City

La capitale del Kansas cambierà nome per un mese intero, per convincere Mountain View a sceglierla...

News correlate

  • Next Economy - 1 agosto 2007

    Quando il web prova a cambiare il mondo

    Cooperazione, micro-solidarietà, organizzazione in network, lotta al digital divide fanno rotta sul web. L'internet di prima e seconda...
  • Next Economy - 5 agosto 2008

    I miliardari che diventarono filantropi

    Business Pundit propone una lista dei 25 Paperoni che si sono dedicati alla filantropia. La generosità tra i ricchi è sempre più di moda e...
  • Next Economy - 4 agosto 2007

    Non è tutto sociale quello che web

    I social network rischiano di relegare i partecipanti delle community e di isolarli dagli stimoli di realtà diverse. Il paradosso del web...