Google News apre ai commenti. Il Los Angeles Times non ci sta e attacca: questo non è giornalismo. Ma il problema non sono tanto le reazioni dei lettori quanto la loro moderazione. E' solo dalla qualità di questa che si dovrà giudicare l'iniziativa.
Questo non è giornalismo. Lo sostiene un editoriale del Los Angeles Times, in polemica con l'ultima iniziativa di Google
Il popolare motore di ricerca ha annunciato che presto tutte le notizie che compaiono su Google News saranno commentabili dai lettori. Come è noto, oggi questa forma di aggregazione di news crea una sorta di giornale automatico, pescando i titoli e i relativi di link da migliaia di fonti online. Ma presto chi legge potrà dire la sua, in questo modo arricchendo dal basso questa specie di «testata» anomala.
Google News è solo indirettamente una forma di giornalismo, dato che a monte ci sono dei giornali veri, di carta o di rete, non importa, e dei giornalisti veri. Ma l'impacchettamento è automatico, realizzato da qualche segreto algoritmo, che genera un prodotto un po' strano, di solito persino troppo ovvio e senz'anima.
Ma non è questa la critica avanzata dal giornale di Los Angeles; l'editoriale sostiene che aprire la strada alle osservazioni dei lettori, singoli o organizzati, significa implicitamente ammettere che le notizie fornite sono incomplete e non adeguate (anche se derivano da migliaia di fonti, le più diverse), mentre il «buon giornalismo» consiste invece nel saper porre le domande giuste invece che limitarsi ad aggregare le news altrui, pur se aprendo il forum a qualsivoglia commento.
Per questa strada, suggerisce il quotidiano, si rischia di avere molti commenti fuori tema, spazzatura, divagazioni, atteggiamenti confusi e polarizzati, come del resto succede in moltissimi luoghi della rete aperti al pubblico. Il rischio c'è, e chiunque frequenti i forum dei grandi quotidiani italiani, avrà notato che essi spesso rigurgitano di espressioni del pensiero fazioso, dove la passione partigiana spinge più a schierarsi (e a insultare i nemici) che ad argomentare.
È senza dubbio un limite costitutivo di questa forma di partecipazione, che peraltro può essere limitato da una gestione redazionale insieme attenta e propositiva: il ruolo dei moderatori intelligenti dei forum non sta tanto nel censurare, quanto nel coordinare, indirizzare, variamente interloquire senza prevaricare. Perché allora tanto nervosismo?
INVECE Giovedì 23 agosto 2007 - 11:09 (936 giorni fa)
Argomenti trattati: giornalismo
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