Coppie di fatto: giornalisti e relatori pubblici

Talvolta si aiutano, più spesso i loro interessi confliggono. Giornalisti e relatori pubblici devono però frequentarsi. Uno studio articolato cerca di capire che percezione gli uni abbiano degli altri.

Ernie Souchak alias John Belushi, reporter in "Chiamami aquila"Giornalisti e uomini della comunicazione (Pr in inglese, Rp in italiano), sono obbligati dai fatti a frequentarsi e sono utili gli uni agli altri. Il giornalista trova in loro supporto per le sue richieste di documentazione, posizionamento, ma anche interviste ai grandi capi di aziende e istituzioni. I Relatori pubblici, a loro volta, sono stretti tra il bisogno spesso ingenuo dei manager e dirigenti di apparire, apparire e apparire, e le logiche dei media, che spesso sono difformi e considerano "notiziabili" altre cose. Dunque c'è sia "mutuo aiuto" che sotterranei conflitti. Noi giornalisti, spesso presuntuosi, tendiamo a dare per scontato l'aiuto dei comunicatori, salvo considerarli dei rompiscatole quando cercano di venderci a tutti i costi argomenti e personaggi di loro interesse.

Insomma, le due comunità si frequentano di fatto, ma non necessariamente si amano. I due gruppi sociali non solo hanno culture e pratiche diverse, ma sovente anche una qualche dose di presunzione. E poi esistono anche comportamenti deteriori dal punto di vista deontologico, su entrambi i fronti: giornalisti che si aspettano come dovuto il dono-gadget e uomini delle Rp che sollecitano tali aspettative.

Utile dunque che questi due universi trovino modo di dirsi di tutto attraverso un questionario scientifico. E' stato realizzato da due esperti di relazioni pubbliche: Toni Muzi Falconi, suo malgrado guru del settore, e Chiara Valentini. L'indagine, i cui risultati saranno disponibili nei prossimi mesi ha conosciuto una fase qualitativa (interviste in profondità) e ora va raccogliendo dati numerici, attraverso un questionario articolato in cui viene chiesto ai membri dei due gruppi di dirsi d'accordo o meno con una serie di affermazioni che riguardano sia il loro mestiere che quello dell'altro gruppo.

Si cerca insomma di misurare su di un campione web volontario (che richiederà gli aggiustamenti statistici del caso) la percezione, i luoghi comuni, l'idea di sé e degli altri.

Il questionario è sponsorizzato (gratuitamente) dalla Ferpi, Federazione delle Relazioni pubbliche e dalla Fnsi, Federazione della stampa. La sua realizzazione e "hosting" è di VisionPost. Compilarlo è utile non solo per collaborare, ma forse anche per riflettere, ognuno sul sottofondo identitario del nostro lavoro.

INVECE Venerdì 22 giugno 2007 - 14:28 (999 giorni fa)

Franco Carlini

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Argomenti trattati: Rp, giornalismo

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