L'ex designer del portatile Olpc ha ideato un laptop ancora più economico che costerà solo 75 dollari. Intanto Microsoft chiede di entrare nel progetto e di portare Windows sul Olpc.
Il laptop da cento dollari continua a far discutere. Si complica l'affaire Intel, mentre nasce un nuovo concorrente – erede a tutti gli effetti – che propone un portatile a soli 75 dollari. Ripercorriamo le tappe principali degli ultimi tre anni.
La nascita di Olpc
L'organizzazione no-profit One Laptop per Child (Olpc), presentata il 28 gennaio 2005 al World Economic Forum in Svizzera, ha come obiettivo quello di produrre e distribuire computer destinati ai bambini dei paesi in via di sviluppo. Impegnato nell'organizzazione è soprattutto Nicholas Negroponte, ricercatore del Mit, studioso di interfacce e del rapporto uomo-computer, mentre tra gli sponsor che hanno partecipato al progetto (versando ciascuno 2 milioni di dollari), spiccano i nomi del Mit Media Lab, Google, Red Hat, Amd, BrightStar, Motorola, Samsung, News Corp di Rupert Murdoch, eBay, Marvell e Nortel Networks.
Il laptop da 100 dollari
In contemporanea con la fondazione di Olpc è stato presentato anche il progetto del laptop da 100 dollari, conosciuto anche come laptop a manovella, a causa del suo originale sistema di ricarica a dinamo che permette il funzionamento anche in assenza di corrente elettrica; in realtà, il nome ufficiale di questo computer portatile è XO-1. Caratteristiche principali sono la connessione WiFi, il basso consumo energetico e la dotazione di software interamente opensource. Nel corso del 2007, però, è stato annunciato che il prezzo finale del portatile sarebbe stato superiore a quello previsto, raggiungendo così i 200 dollari (la scheda tecnica su Wikipedia). Bill Gates non si è risparmiato nelle critiche al progetto di Olpc e ha presentato una sua idea di computer a basso costo: un pc a gettoni, fallimentare già dal principio.
L'offerta due per uno
A settembre 2007, due mesi dopo l'entrata in produzione del portatile a basso costo, l'organizzazione ha lanciato negli Stati Uniti e in Canada l'iniziativa Give 1 Get 1: disponibile a livello commerciale per il periodo limitato nei mesi di novembre e dicembre, si poteva acquistare un laptop per uso personale al prezzo di due (399 dollari) donando il secondo a un bambino di un paese affiliato.
Il conflitto con Intel
A luglio 2007, quando cioè i laptop avevano già preso il largo verso i paesi emergenti, Intel ha deciso di entrare nell'organizzazione del Olpc, nonostante i processori dei portatili venissero già realizzati da Amd, concorrente di Intel.
La stessa Intel, inoltre, era già impegnata con un altro progetto di solidarietà e aveva dato alla luce il Classmate Pc, un portatile a basso costo (ma superiore nel prezzo, 300 dollari, e nelle prestazioni al OX-1) per l'educazione nei paesi emergenti. Dopo soli sei mesi, Nicholas Negroponte ha intimato a Intel di scegliere se dedicare le forze all'uno o all'altro progetto. A inizio 2008, Intel ha annunciato l'abbandono del progetto Olpc e Negroponte ha tentato di ricucire i rapporti con il colosso dei processori, negando l'aut-aut. Tra l'altro, a ottobre 2007, la Libia ha ordinato 150 mila computer a basso costo direttamente a Intel e con il supporto di Microsoft.
C'è spazio per tutti
Dopo i primi tempi, Microsoft si è dichiarata interessata a partecipare al progetto Olpc. Dopo le prime trattative, Nicholas Negroponte ha annunciato che le prossime versioni di Olpc avrebbero avuto il dual-boot, cioè la possibilità di avviare a scelta uno dei due sistemi operativi, Linux o Windows. Subito Microsoft si è affrettata però a specificare che non si tratta di vero dual-boot, ma della possibilità di avviare Windows tramite una scheda di memoria esterna. Per ora, comunque, resta ancora da definire l'accordo tra l'organizzazione e Microsoft.
La costola di Olpc
A fine 2007, Mary Lou Jepsen – direttore tecnologico del progetto Olpc e co-responsabile del design del portatile Xo-1 – si è dimessa da Olpc per fondare Pixel Qi, un'azienda destinata alla produzione di un nuovo modello di computer a basso costo. Solo dopo due settimane, Jepsen ha presentato la prima idea di portatile per i bambini in via di sviluppo: questo nuovo laptop, nato dalla costola di Olpc, avrà un costo inferiore ai cento dollari, probabilmente intorno ai 75 dollari. Oltre a questo progetto, tra gli obiettivi di Mary Lou Jepsen c'è anche quello di creare nuovi schermi a basso costo e consumo, appetibili anche per il mercato di massa.
NOTIZIE Venerdì 11 gennaio 2008 - 12:36 (966 giorni fa)
Argomenti trattati: digital divide
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