L'mp3 avrà pure rivoluzionato l'industria musicale e la stessa internet, ma a scapito della qualità del suono. E ora c'è chi vuole recuperare tutte le sfumature. Ricominciando dalla rete.
«Con l'esplosione del digitale, che fiorisce sui cadaveri dell'industria della musica, l'unica cosa che le persone non hanno notato è che è stato fatto un enorme passo indietro in termini di qualità del suono». Così Peter Gabriel ammonisce sui rischi di un impoverimento dell'esperienza d'ascolto, accadimento paradossale in epoca di tanta evoluzione tecnica. In una cosa però l'ex leader dei Genesis e lungimirante produttore discografico sbaglia, qualcuno se ne è accorto. L'imputato principale di questo delittuoso contrarsi della qualità del suono è l'mp3, il formato di compressione che permette di alleggerire il peso delle note tradotte in bit. Senza mp3 non avremmo avuto Napster e i servizi di file-sharing p2p, non avremmo avuto così presto un oggetto di culto come l'iPod, non avremo assistito forse nemmeno a questa così rapida diffusione dell'internet, visto che la musica così "leggera" è stata uno dei primissimi contenuti disponibili sul web.
Nonostante tutto il bene che ha fatto l'mp3 ha comunque un enorme limite: è un formato lossy, ossia a perdere. Nella efficacissima compressione dei dati molti ne vanno irrimediabilmente persi. Per sempre. Nemmeno i software che rimpolpano i formati lossy sono capaci di riparare al danno e si limitano a rigenerare dei suoni intermedi tra quelli che sono rimasti in vita. Un arricchimento per deduzione, per intermediazione, non il recupero della frequenza originaria. Il numero di chi guarda ai file mp3 con crescente insofferenza e insoddisfazione, cresce, tra gli addetti ai lavori e tra gli ascoltatori, desiderosi di poterli sostituire con prodotti che permettano di mantenere il più possibile intatte le sfumature del suono originale. Quel suono che è costato ore di lavoro e prove in sala di incisione, e che nell'epoca degli mp3 a 128 kb/s è andato perduto. E quello stesso suono è ciò che un numero sempre maggiore di artisti cerca ora di restituire al vasto pubblico difendendo il diritto al mantenimento della qualità delle proprie creazioni musicali e battendosi per formati di qualità più alta.
I Metallica, per esempio, hanno annunciato che il loro nuovo lavoro – la cui uscita è prevista per il prossimo autunno - verrà reso disponibile anche in download digitale ad alta qualità, 320 kb/s, anziché i tradizionali 128, al costo di 12 dollari. Iniziativa analoga è quella dei Nine Inch Nails, che hanno offerto il download del loro ultimo album in un formato superiore, mettendo inoltre a disposizione dei loro fan dei brani gratuiti di qualità migliore del Cd.
Come prevedibile, i grandi nomi della musica online sono stati pronti a cogliere il cambiamento. Amazon e iTunes hanno alzato il bitrate di alcuni file da loro offerti, mentre HDTracks.com, il servizio creato dall'etichetta per audiofili Chesky Records, propone brani da scaricare (320 kb/s) che l'azienda stessa definisce better-than-Mp3. Con la promessa di arrivare a offrire un suono di qualità superiore agli stessi Cd audio. C'è poi chi ha messo in piedi un business dedicato esclusivamente al suono di qualità. Parliamo di MusicGiant, una start-up statunitense che ha creato un servizio (per ora in fase beta) che permette di scaricare canzoni che nulla hanno da invidiare alle sonorità della musica su Cd. Il catalogo della EMI è disponibile per i download di prova, ma il progetto è più ampio. Presto i cataloghi delle cinque principali etichette discografiche saranno disponibili in un formato ad alta qualità, alternativo a quello dei tradizionali Mp3. Naturalmente a un prezzo maggiore rispetto ai soliti 99 centesimi di dollaro a brano richiesti dai leader del settore.
Il mercato per tale servizio esiste, ed è soltanto questione di tempo, ha dichiarato Scott Bahneman, fondatore e amministratore di MusicGiant. "Provate ad ascoltare la stessa canzone sull'iPod e quindi sullo stereo di casa, e vi accorgerete della differenza che riuscirete a percepire", è l'invito di Bahneman. L'elevata qualità dei brani reca tuttavia con sé un problema, legato alle dimensioni dei file musicali, che risultano molto più pesanti di quelli a 128 kb/s. È per questo motivo che MusicGiant ha sviluppato un dispositivo di archiviazione da 400 GB, alternativo al disco fisso del computer, dotato di scheda audio ad alta definizione, che può essere direttamente connesso all'impianto stereo casalingo, in vendita alla modica cifra di 9.500 dollari.
Se da un lato si cercano quindi di offrire file migliori, dall'altro anche i Cd audio non sono immuni da critiche. Diversi artisti hanno scelto di pubblicare i loro album in Dvd, come John Mellencamp, o addirittura in Blu-ray, come Neil Young, da tempo schierato contro la qualità dei Cd audio, da lui considerata "un inaccettabile compromesso".
Altri artisti, come Tom Petty, sono in parte tornati alle origini, realizzando vinili da collezione in vendita abbinata al Cd audio. E ancora: Peter Gabriel, forte dell'ottima qualità e accuratezza del suo personale studio di registrazione Real World, grazie alla sponsorizzazione di Bowers & Wilkins, produttori britannici di casse acustiche, ha lanciato il progetto Music Club. Si tratta di un servizio in abbonamento, annuale o semestrale, che consente agli utenti di scaricare ogni mese, in formato non compresso, un album in qualità Cd e libero da Drm appositamente registrato per Music Club.
ZOOM Martedì 01 luglio 2008 - 09:40 (794 giorni fa)
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