Dice Wikipedia: «L'acido lisergico è più noto per il fatto che può essere utilizzato per sintetizzare una potente droga allucinogena: la famosa LSD». Non perché questi autori scrivano sotto effetto di sostanze psichedeliche, ma perché rappresentano per l'internet ciò che gli sciamani sono in alcune comunità indigene. Si tratta solo di una scala differente. Guide mistiche e grandi oracoli, leggono il futuro della rete nelle foglie del web. Spesso non sono compresi, ma trovano sempre dei Panglossiani disposti a seguirli e dei Neo.Com pronti a tradirli. Per primi hanno scritto di "oggetti dialoganti" tra loro, di "internet delle cose" (Sterling) e di una "intelligenza collettiva" (Lévy) che si coagula in molteplici masse attive (Rheingold). Per loro la tecnologia è un organo sensoriale, un'estensione elettrica del corpo in grado di dar vita alle potenzialità inespresse dell'uomo nelle sue relazioni sempre più fluide e mutevoli. In una parola, uno stato allargato di coscienza.
Derrick De Kerckhove, Brainframes. Mente, tecnologia, mercato (1991)
Pierre Lévy, L'intelligenza collettiva. Per un'antropologia del cyberspazio (1994)
Bruce Sterling, Tomorrow now. Come vivremo nei prossimi cinquant'anni (2002)
Howard Rheingold, Smart Mobs.Tecnologie senza fili, la rivoluzione sociale prossima ventura (2003)
La mano del mercato del terzo millennio è ancora più invisibile. Le sue dita sono fatte di link e pixel ma muovono merci e denaro sempre più velocemente. Epigoni digitali di Adam Smith, i Neo.Com sono stati ammaliati dai giochi di prestigio di questo arto virtuale. Come i cugini Neo-con vogliono esportare il libero mercato: quelli pensano all'Iraq, questi alle comunità di giocatori online. «I mondi virtuali sono più importanti per la civiltà di quanto lo sono state nel secolo scorso radio, tv e automobili» (Castronova). E non per i benefici sociali che portano ma perché lì dentro già scorrono «20 miliardi di dollari» di transazioni di bit. Un tesoro che fluttua senza «costrizioni dello spazio degli scaffali fisici e altri colli di bottiglia della distribuzione» (Anderson) conducendo al trionfo della libera scelta e della massima varietà. E' una «grande trasformazione», una «tempesta perfetta» che le multinazionali coglieranno se sfrutteranno l'immensa manodopera a basso costo messa a disposizione dal web (Tapscott).
(La mappa è stata originariamente pubblicata su Chips & Salsa, Alias-il manifesto, 26 luglio 2008)
ZOOM Sabato 26 luglio 2008 - 08:30 (600 giorni fa) Pagina 3 di 5
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