Abbiamo testato la "nuova" cyber-droga, che in realtà è un tormentone ricorrente. E a parte una fastidiosa emicrania non abbiamo riscontrato nessun effetto psicotropo. Ecco due file di prova: Viagra e Orgasm.
VisionPost ha testato i-Doser, la cyber-droga su cui ieri ha lanciato l'allarme la Guardia di Finanza e che è stata subito rilanciata da diversi siti italiani come l'ultimo mirabolante (e preoccupante) ritrovato tecnologico. In realtà, queste "sostanze" esistono da tempo e ciclicamente ritornano all'attenzione dei media sotto diverse forme.
In rete ci sono diversi siti che promettono di provocare gli effetti più diversi (soprattutto potenziamento delle capacità cerebrali, ma anche favorire il sonno o la meditazione) con l'ascolto dei cosiddetti "battiti binaurali". Si tratta di suoni sperimentati dal Gerald Oster negli anni '70 che, come spiega il Notiziario Aduc sulle droghe, "consistono nell'applicare frequenze herziane diverse ai due orecchi per stimolare il cervello a seconda della loro intensità. Le frequenze cerebrali vanno da 1 a 4 Hz per il livello Delta, quello del sonno profondo, fino ad un massimo di 30Hz allo stato vigile che corrisponde alla frequenza Beta, passando per Theta e Alfa (...) Le 'dosi' proposte da I-Dosers si ottengono applicando, con auricolari, alte frequenze asincrone ai due orecchi, per esempio 500 e 510 Hz rispettivamente, causando nel cervello un tono di 10 Hz cioè in pieno livello Alfa e favorendo così gli effetti di alterazione della percezione".
Nessuna evidenza scientifica
L'anno scorso il caso scoppiò anche in Spagna e in America Latina: alcuni siti iniziarono a offrire il download delle cyberdroghe e su blog e chat non si parlava d'altro. Il quotidiano Abc approfondì meglio la questione, intervistando Enric Munar, docente di psicologia all'Universita' delle isole Baleari, esperto negli studi sulla percezione. E il suo giudizio fu abbastanza secco: "Ciò che hanno fatto i creatori di questo software è mettere in relazione, in maniera poco accurata e scientifica, (e molto interessata per i loro scopi) le onde cerebrali con le reazioni provocate da una determinata droga (in base agli studi tossicologici). E così hanno messo in relazione le onde delta con la marjiuana, le teta con peyote, le alfa con l'oppio e le beta con la cocaina. Fino ad ora l'unico fondamento riconosciuto è che i battiti binaurali provocano una diminuizione dell'ansia. Ma la musica barocca fa altrettanto". E per questo, forse, può già bastare la musico-terapia.
Emicranie
L'argomento cyber-droghe è tornato improvvisamente alla ribalta anche in Italia, dopo l'allarme diffuso dal Gat, Nucleo speciale frodi telematiche della Guardia di Finanza (forse in coincidenza con la diffusione di un nuovo comunicato stampa di i-Doser dello scorso 24 giugno). E così a VisionPost abbiamo pensato di testare le nuove droghe, seguendo con attenzione le indicazioni riportate sul sito. Dal momento che non tutti gli individui risultano sensibili ai battiti binaurali, ci siamo sottoposti in due all'esperiemento. Abbiamo ascoltato 4 diverse "sostanze" (Alcol, Contentezza, Orgasmo e Cocaina) per circa dieci minuti, in una camera buia. E, a parte un mal di testa sotterraneo (simile a quello provocato dall'esposizione prolungata al rumore di un motore), non abbiamo rimediato nessun particolare effetto. Certo, online (nei blog, forum, Yahoo! Answer) si trovano diverse testimonianze di utenti delusi dalla mancata efficacia delle dosi. Ma ce ne sono anche altrettanti che parlano di "sballo assicurato" (basta guardare alcuni filmati su YouTube). Se volete provarle anche voi, a fondo pagina trovate gli mp3 di orgasmo, viagra e cocaina. Ma vi prego, non considerateci spacciatori di emicrania.
Tanto marketing
In mancanza di prove scientifiche certe, è davvero difficile capire quale sia l'impatto dell'i-Doser. Quel che è certo è che i creatori del software hanno avuto una fantastica idea di marketing. Lo stesso packaging del servizio (con tanto di player-"dosatore", shop con le droghe più diffuse, le prime dosi gratis come vogliono diverse leggende metropolitane sull'ingresso nel "tunnel della droga") è davvero ben fatto. Quanto serve per invogliare una massa di utenti a testare i prodotti e, magari, acquistarli. Ma anche per spingere i giornali ad urlare periodicamente il nuovo allarme delle droghe virtuali: vittime anche loro della stessa strategia di marketing.
NOTIZIE Mercoledì 02 luglio 2008 - 13:25 (624 giorni fa)
Argomenti trattati: musica
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