Pubblicato il report della University of Washington sulla repressione operata dai governi del mondo a danno dei blogger nel corso degli ultimi 5 anni. Mai tanti arresti come l'anno scorso.
Se è vero che il numero dei blog presenti in rete non smette di aumentare e che questo genere di informazione dal basso è sempre più popolare fra i lettori, è però altrettanto vero che al crescere della popolarità corrisponde purtroppo anche un aumento del numero dei blogger che finiscono nei guai proprio a causa di ciò che scrivono sulle loro pagine personali.
È il rapporto annuale World Information Access (WIA) – con cui la University of Washington rende noti i numeri relativi alla repressione online – a rivelare infatti che il 2007 è stato uno dei peggiori per la libertà di espressione nel web. Lo scorso anno - denuncia il documento - i blogger arrestati in tutto il mondo per essersi espressi a favore dei diritti umani denunciando abusi politici e corruzione, e in genere per aver criticato l'opera dei propri governi, sono stati tre volte tanto quelli del 2006. E complessivamente, dal 2003 a oggi, ben 64 persone sono state private della libertà per aver affidato il proprio pensiero all'internet. Oltre la metà di questi arresti riguardano cittadini cinesi, egiziani e iraniani.
Ma i protagonisti della blogosfera sono tenuti d'occhio anche da Paesi insospettabili: il WIA mette per esempio in luce che nella lista delle nazioni in cui negli ultimi quattro anni sono stati arrestati dei blogger compaiono anche diversi Paesi occidentali, come Regno Unito, Francia e Stati Uniti. A dimostrazione del fatto che la verità può essere scomoda e infastidire anche governi non notoriamente liberticidi, come pure del fatto che i blog hanno un peso politico sempre maggiore, soprattutto in tempo di elezioni o quando i cittadini si mobilitano dando vita a proteste su larga scala.
Non ultimo, dal rapporto emerge che in realtà il numero dei blogger finiti in prigione potrebbe essere addirittura più alto dal momento che in molti casi non si ha notizia degli arresti, e quando invece se ne è a conoscenza non è facile sapere quali sono i reali motivi. Un caso dubbio è per esempio quello dei 344 cittadini arrestati in Birmania, molti dei quali si ritiene appartengano appunto al popolo dei blogger. Ma probabilmente nessuno riuscirà a verificarlo.
NOTIZIE Martedì 17 giugno 2008 - 13:51 (632 giorni fa)
Argomenti trattati: blogging, libertà
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