Un simulatore per edifici a prova di uragano

L'Università della Florida ha costruito un macchinario in grado di produrre un flusso di vento e acqua con una velocità fino a 210 km all'ora, pari a un uragano di categoria 3. Lo scopo è arrivare presto a nuovi standard di sicurezza per le abitazioni e le strutture.

Forrest Masters e il suo simulatore di uraganiIn coincidenza con l'inizio della stagione degli uragani, che dura dal 1° giugno al 30 novembre, l'Università della Florida ha presentato un nuovo dispositivo per studiarne la potenza e l'impatto sulle costruzioni. Si tratta di un simulatore di uragano, tutt'altro che virtuale: le sue enormi ventole alimentate da motori marini sono in grado di produrre vento e pioggia battente, con una forza pari a un uragano di categoria 3 nella scala di Saffir Simpson.

Traducendo in concreto, un uragano di categoria 3 è quello che comincia a fare danni strutturali alle costruzioni umane e alle coste, può provocare alluvioni fino a 13 chilometri dal litorale, e rende necessarie evacuazioni della popolazione dalle aree colpite. La simulazione quindi è ancora lontana dalla furia inarrestabile di uragani come Katrina, che al suo apice era di categoria 5, ma è sufficiente per testare la resistenza dei manufatti e studiare innovazioni nelle tecniche di costruzione.

Il simulatore di uragani è montato su un tir e può essere spostato a piacimento per condurre esperimenti sul campo. È composto da otto ventole industriali alte 1 metro e mezzo, che pesano ciascuna mezza tonnellata, disposte su due file. Le ventole sono mosse da quattro motori diesel da 700 cavalli. La potenza viene trasferita dai motori alle ventole attraverso pompe idrauliche, con un sistema studiato appositamente a una ditta specializzata. Il vento prodotto passa poi attraverso un condotto che permette agli scienziati di regolare l'accelerazione dell'aria, e termina con timoni che permettono di variarne la direzione. L'acqua per simulare la pioggia viene immessa nel condotto.

Il gruppo di ricercatori che ha prodotto il simulatore lavora a stretto contatto con l'industria, e ha potuto basare i suoi studi su una lunga opera di analisi e raccolta dati attivata dall'Università della Florida dalla fine degli anni novanta. «Il simulatore portatile è in grado di creare vento e pioggia in una scala sufficiente per danneggiare case e strutture - ha dichiarato a Technology Review Forrest Masters, l'ingegnere a capo del team - e ci permette di studiare che cosa funziona e che cosa no». Le ricerche si concentreranno in particolare sulla tenuta degli edifici all'acqua, soprattutto nei punti che si sono dimostrati più deboli, come le connessioni tra le pareti, e i tetti. Nelle prossime settimane si comincerà con una serie di case vuote donate dallo stato, ma anche altre strutture cittadine come la segnaletica verranno testate. «Non vogliamo che le nostre scoperte volino via con il vento - chiosa Masters - e quindi lavoreremo in stretto contatto con le imprese di costruzioni e con le autorità, per arrivare in tempi brevi a definire nuovi standard di sicurezza per gli edifici».

NOTIZIE Mercoledì 06 giugno 2007 - 17:11 (1010 giorni fa)

Francesca Martino

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