Hitachi lavora a una tecnologia ancora di frontiera per controllare con la forza del pensiero gli apparecchi tecnologici. Gli sviluppi, oltre alla medicina, iniziano a interessare molti mondi, prima di tutti quello delle auto.
Con la forza del pensiero, dicono i guru della gestione delle energie oggi tanto di moda, si muove il mondo. E ora anche la scienza applicata avalla questa teoria, con un passo in avanti nello studio del rapporto tra uomo e macchina e nella ricerca di soluzioni tecnologiche rivoluzionarie.
Un traduttore di impulsi del cervello si candida infatti a sostituire completamente le nostre azioni fisiche come premere un bottone, inviare un comando con il clic di un mouse, avviare un dispositivo come la tv o il lettore di dvd, far partire un'automobile. Alcune aziende stanno pensando già alle prime applicazioni commerciali: comandare treni e auto a distanza, o aiutare i pigri ad accendere la tv, e addirittura a cambiare canale. Ma è solo la punta di un iceberg, ed è comunque ancora presto per parlare di commercializzazione: i primi passi però promettono bene.
La nuova applicazione è stata presentata questa settimana in Giappone dai ricercatori di Hitachi, l'azienda giapponese produttrice di Pc e apparecchi digitali per l'entertainment. Il settore ricerca dell'azienda ha dimostrato come, collegando alcuni sensori in fibra ottica alla testa, comodamente sistemati in una sorta di cappello tecnologico da indossare sul capo, a loro volta collegati a un dispositivo che ne raccoglie gli impulsi (attraverso il flusso sanguigno) e li traduce, è possibile muovere un apparecchio posizionato a debita distanza. Nel caso della prima dimostrazione si trattava di un trenino giocattolo, anche se Hitachi ha sovvenzionato la ricerca pensando soprattutto alle sue tv e alla sostituzione delle funzioni del telecomando.
Ma ancora più interessante è la tecnica utilizzata: secondo i ricercatori infatti per far muovere il trenino basta concentrarsi – e così ha fatto la cavia – su azioni mentali che stimolino la corteccia frontale del cervello. Per esempio, fare calcoli mentali o cantare mentalmente una canzone. E una volta smesso di far di calcolo o di intonare il motivetto, il treno improvvisamente si ferma: proprio come l'attività cerebrale di quel genere.
L'interfaccia macchina-cervello ha già applicazioni concrete in medicina, soprattutto per l'aiuto di persone paralizzate o portatrici di handicap di varia natura, ma ancora nessuno aveva provato a studiare soluzioni per altri campi. Honda per esempio, sta già lavorando insieme a Hitachi per le automobili intelligenti di nuova generazione.
NOTIZIE Venerdì 22 giugno 2007 - 12:00 (994 giorni fa)
Argomenti trattati: ricerca mondo
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