Le forze armate statunitensi hanno un progetto ultra-tecnologico di ammodernamento, che comporterà l’utilizzo di nuove armi, droni, robot, sensori e veicoli da combattimento. Intuitivi come videogiochi e comandati attraverso una rete mobile. Costo: 200 miliardi di dollari.
Future Combat System (FCS): questo è il nome dell'innovativo sistema tecnologico da 200 miliardi di dollari con cui gli Stati Uniti progettano di rivoluzionare la loro "macchina da guerra". Un ammodernamento dell'intero U.S. Army all'insegna delle conoscenze tech più moderne e rivoluzionarie, che comprenderà la creazione di 14 nuove famiglie di armi, di droni telecomandati, di robot, veicoli ibridi, ecc. Il tutto interconnesso attraverso una rete di comunicazione simile a internet, con una libertà di spostamento e collegamento da remoto, paragonabile a quella dei telefoni cellulari, e la semplicità e intuitività di controllo di un videogame.
Si tratterà della più grande riforma delle forze armate dai tempi della seconda guerra mondiale, anche riguardo ai costi dell'operazione. Molti dubbi sorgono proprio sulla sostenibilità della spesa di un progetto così colossale in un momento in cui le risorse dell'esercito sono prosciugate dagli ultimi cinque anni ininterrotti di combattimenti in Iraq.
Ma gli ufficiali dell'esercito sostengono fermamente il FCS, ritenendo ormai necessario un ammodernamento radicale dei mezzi di combattimento.
Una prima idea del progetto ha avuto inizio nel 1995, anno in cui venne sperimentata una serie di giochi di simulazione di guerra: furono coinvolte 700 persone tra soldati, marines, agenti della CIA e scienziati, che per due anni ricrearono un possibile scenario di conflitto tra Americani e Iraniani. La principale deduzione tratta dai risultati della guerra virtuale fu la necessità di una forza militare più leggera e veloce.
Dopo qualche flop a fine anni '90, oggi il progetto è nuovamente attivo e creativo e coinvolge più di 550 divisioni in 41 stati USA.
Quest'estate a Fort Bliss (Texas) è stata ospitata la simulazione del Future Combat System, con più di 1000 soldati, per valutare e sperimentare le nuove armi. Tra le tante innovazioni tecnologiche sono state messe in campo gli Unmanned aerial vehicle (UAV), aerei telecomandati corazzati, molto discreti, simili a piccolissimi dischi volanti che possono insinuarsi tra i palazzi delle città. Prototipi sono già stati sperimentati in Iraq per identificare i congegni esplosivi, per esempio.
Un'altra new entry saranno gli Small Unmanned Ground Vehicle (SUGV), piccolissimi robot che si muovono su pneumatici e hanno un braccio flessibile su cui sono montate una telecamera e un sensore. Già sperimentati in Iraq e Afganistan in versione provvisoria, sono utili per controllare gallerie, condutture, ecc. Per telecomandare questi dispositivi i soldati stessi hanno suggerito agli sviluppatori di creare comandi simili a quelli della Xbox, a cui sono già abituati.
Anche il software che permetterà di connettere tra loro tutti i dispositivi è in via di sviluppo, annunciato come un'"impresa senza precedenti"; e senza precedenti è già la spesa investita su di esso: dai 33,7 miliardi previsti nel 2003, oggi si è arrivati a 63,8 miliardi, e si è solo a un terzo dello sviluppo del programma.
NOTIZIE Lunedì 10 dicembre 2007 - 12:57 (998 giorni fa)
Argomenti trattati: giochi di ruolo, gaming
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