La rete super-veloce realizzata dal consorzio Internet2 unisce ora le due coste degli degli Stati Uniti. Da Washington DC a Seattle un manipolo di Università sono collegate alla velocità di 100 gigabit al secondo, diecimila volte le nostre connessioni casalinghe.
Washington, Chicago, Kansas City, Seattle: ovvero un percorso "Coast to Coast" completo. Un tempo eventi del genere venivano organizzati per le ferrovie. Per esempio il 10 maggio 1869, una grande festa celebrò la prima ferrovia Intercontinentale, realizzata da Union Pacific Railroad e Central Pacific Railroad.
Ieri invece è stato festeggiata, senza troppa enfasi, la connessione tra le due coste del consorzio Internet2; assicura 100 Gigabit al secondo da un capo all'altro degli Stati Uniti. Questa velocità va confrontata con i 10 megabit al secondo delle reti in fibra delle nostre case e con i 50 promessi dalle versioni spinte di aDSL. Le reti locali standard che operano negli uffici, invece, con tecnologia Ethernet, operano di solito a 100 megabit/s. Dunque Internet2 offre mille volte di più.
I nodi connessi sono prevalentemente quelli di istituzioni di ricerca e universitarie, private e pubbliche e lo scopo del grande progetto, lanciato nel 1996, è di progettare e realizzare sul campo quella che sarà l'Internet del futuro, ad altissima capacità. I tempi sono stati rispettati e ora lo scheletro è completo, realizzato insieme all'azienda privata, specializzata in fibra ottica, Level3.
Il consorzio è non profit e dunque segue la strada già seguita per la prima Internet, allora chiamata Arpanet: fondi pubblici copiosi vengono stanziati per spingere le applicazioni di frontiera; quando poi il tutto è funzionante, viene affidato al mercato. La grande capacità di trasmissione offre ovviamente infinite applicazioni. Le più ovvie riguardano la possibilità di operare da lontano su dei supercomputer in rete, usati per esempio per i grandi modelli di calcolo di clima, esplosioni e reazioni nucleari e simili "conti" avidi di memoria e di capacità di calcolo.
Ma, proprio come avvenuto con il web, la disponibilità di tanta banda passante renderà possibili altre applicazioni commerciali e sociali. Lo stanno già facendo, del resto, gli studenti privilegiati delle università connesse a questo super-network: nell'aprile di due anni fa l'industria americana dei film denunciò che un certo numero di utenti di un servizio p2p chiamato i2hub, scaricavano e scambiavano film e musiche ad altissima velocità.
NOTIZIE Venerdì 15 giugno 2007 - 08:00 (1007 giorni fa)
Argomenti trattati: internet2, network
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