La banda larga riduce l'inquinamento

Uno studio dell'American Consumer Institute sostiene: la banda larga è in grado di ridurre l'inquinamento. La sua adozione su larga scala taglierebbe le importazioni di petrolio dell'11 per cento.

L'inquinamento del pianeta: un problema e mille – a volte controverse – soluzioni. Forse nessuno ci aveva ancora pensato ma pare che anche la banda larga possa ridurre le emissioni dannose all'atmosfera. Il come e il perché lo spiega uno studio dell'istituto American Consumer effettuato a ottobre. Se la banda larga si diffondesse capillarmente, il mondo potrebbe risparmiarsi un miliardo di tonnellate di gas serra nel giro di una decade. A supportare l'ipotesi anche un altro studio, questa volta australiano e precisamente di un'importante compagnia telefonica.

Sembra quasi impossibile, eppure lo studio apporta solide ragioni. Innanzitutto gli scambi telematici eliminano quelli fisici e questo si traduce in meno automobili in giro per il mondo: un risparmio calcolato attorno a 588 milioni di tonnellate di gas dannosi. Per non parlare dell'e-commerce, il quale permetterebbe un risparmio sui trasporti di 206 tonnellate.

Sul lavoro, a volte, è indispensabile incontrarsi: la teleconferenza rimane una buona soluzione che evita il trasporto via gomma e spesso via aereo. 200 milioni di tonnellate in meno. Infine, musica, film, giornali, in versione digitale, possono ridurre le emissioni dannose di ben 67 milioni di tonnellate. E non solo per gli spostamenti di chi si reca fisicamente nei negozi, ma anche per l'imballaggio di questi prodotti, spesso strabordante di plastica. Non bisogna infine dimenticare l'importanza della flessibilità sul lavoro e del telelavoro.

In Usa la banda larga è disponibile per il 95 per cento della popolazione eppure solo la metà di questo numero ne fa effettivamente uso. Se l'adozione dell'alta velocità fosse pressoché universale, il risparmio in termini ambientalistici sarebbe pari all'11 per cento del petrolio importato ogni anno verso gli Stati Uniti. Insomma, lo studio indica che in una politica globale ambientalistica, non si può trascurare l'importanza della comunicazione telematica. A supporto di tutto questo, la ricerca australiana parla di una riduzione di anidride carbonica pari al 5 per cento entro il 2015 dovuta proprio all'internet ad alta velocità.

Questo genere di studi suona tuttavia, come fa notare Cnet, un po' campanilistico. Come dimenticare infatti che la produzione di computer e soprattutto il loro smaltimento sono processi che danno vita a uno dei peggiori problemi dell'era telematica? Rifiuti tossici e sostanze chimiche pericolose che ancora non hanno incontrato una politica adeguata di gestione e che spesso finiscono per far somigliare i Paesi asiatici alla discarica del mondo. Per non parlare del calore prodotto dall'uso dei pc, che costringe a massicce dosi di aria condizionata, dannosa anch'essa.

NOTIZIE Mercoledì 12 dicembre 2007 - 12:01 (823 giorni fa)

Serena Patierno

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Argomenti trattati: ambiente, banda larga

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