La società Switch Communications aprirà a Las Vegas il più grande data center al mondo in cui verranno convogliati i dati dei maggiori carriers Usa. Mastodontico ma economico rispetto a quelli di Google e Microsoft, grazie a una tecnologia di raffreddamento innovativa.
Sono 262 mila i metri quadrati di superficie che ospiteranno il data center più grande del mondo. Nei prossimi mesi la società Switch Communications, un gigante della tecnologia ancora poco conosciuto, aprirà a Las Vegas lo stipatissimo centro di stoccaggio dati SuperNAP.
Il complesso, situato nel mezzo del nulla, a pochi chilometri dall'aeroporto principale, avrà il compito di convogliare e smistare, attraverso una vastissima rete di collegamenti, i dati provenienti da oltre 20 dei maggiori distributori statunitensi.
A primo acchito la scelta di sviluppare un data center così grande in pieno deserto del Nevada non sembra un'idea geniale. I centri raccolta dati sono notoriamente suscettibili al surriscaldamento e vanno costantemente raffreddati (in media questo tipo di struttura consuma più di un obsoleto impianto di lavorazione del metallo). SuperNAP in effetti risucchia da solo una quantità di energia pari a quella di tre dei più grandi casinò della città.
Eppure grazie a una particolare progettazione SuperNAP sarà in grado di ospitare quasi 1000 watt per metro quadrato. Ovvero circa tre volte lo standard in questo settore.
Il segreto sta nell'originale idea progettata da Switch, soprannominata T-SCIF (Thermal Separate Compartment in a Facility) che consiste nell'inserire i server con la parte anteriore affacciata verso la stanza principale del data center, raffreddata con aria fredda, e lasciar sporgere la parte posteriore in un compartimento termico separato. In questo modo si ha una sorta di flusso di aria attraverso l'hardware in cui i box di stoccaggio dati vengono raggiunti solo dall'aria fredda e l'aria calda viene espulsa dalla porzione posteriore del computer e incanalata attraverso una serie di condutture. Inoltre il sistema di raffreddamento è garantito costantemente e può funzionare anche in caso di black out energetico ricevendo energia da tre diversi fornitori.
Il costo di tutto questo? 350 milioni di dollari. Contro i 500 milioni dei data center di Google e Microsoft, quasi delle stesse dimensioni ma dalla capacità di stoccaggio dati decisamente più limitata (circa un quarto).
NOTIZIE Lunedì 26 maggio 2008 - 13:22 (661 giorni fa)
Argomenti trattati: database, banche dati
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