Il cuore d'oro di Neil Young è un'eco-auto

Il celebre musicista ha presentato la sua visione della macchina del futuro: una Lincoln Continental Mk IV del '59, dotata di un sistema misto e riprogettata dal basso anche grazie a internet.

Neil YoungLa macchina del team formato dal «meccanico» di Milwaukee Jonathan Goodwin e Neil Young (sì, proprio lui, il musicista rock), una Lincoln Continental del 1959 a emissioni zero, è stata ammessa alla X-Prize Race. Ma quella che partirà da New York nel settembre 2009 non sarà una semplice gara automobilistica alla quale partecipa la star di turno con idee balzane, bensì una competizione che prevede la partecipazione esclusiva di prototipi ispirati a norme di risparmio di carburante, di eco-sostenibilità e di innovazione progettuale. Il premio di dieci milioni di dollari andrà a chi arriverà primo, ma non basterà tagliare un traguardo. Si dovrà dimostrare di condividere lo spirito degli organizzatori. E di crederci davvero.

E il rocker canadese sembra avere la carte in regole per l'impresa. Presentando la macchina a San Francisco all'inizio di novembre sulle note di «Heart of gold» (unica concessione alla sua vocazione primaria), Neil Young ha illustrato con l'aiuto di John Goodwin la sua visione della macchina del futuro.

Si tratta di una Lincoln Continental Mk IV del '59, una specie di bisonte della strada che, con i suoi 6,96 metri di lunghezza e il consumo di un gallone di carburante (3,7 lt.) ogni nove miglia percorse (14.5km), tutto era tranne che un'auto ecologica. Ora, rimosso completamente il vecchio motore e sostituito da un sistema misto (elettrico e a gas), non solo consente un risparmio di carburante dell'800 per cento, ma promette anche zero emissioni, il doppio di potenza del motore e di essere un'auto «grande e sicura come nella tradizione dei viaggi on the road degli americani», come ha affermato Young.

Il progetto, ovviamente, ha anche un sito, realizzato in stile molto futurista, già diventato punto di riferimento di una vera e propria community, dove si possono trovare gadget che inneggiano alla LincVolt e interventi di vari utenti, molti dei quali propongono i propri modelli di auto per la conversione a gas naturale compresso.

Tutto iniziò quando Young, collezionista d'auto, si rivolse a Goodwin per convertire il motore della sua macchina in biodiesel; all'epoca il meccanico era già una celebrità, poiché grazie alla partecipazione allo show di Mtv «Pimp my ride» (durante il quale aveva convertito in biodiesel la Jeep Wagoneer dell'89 di proprietà del governatore della California Arnold Schwarzenegger), si era aggiudicato l'ammirazione sia degli ambientalisti che dei patiti di auto. Ma la collaborazione andò oltre, e i due intravidero un futuro sostenibile per le auto, chiamando a raccolta amici e sconosciuti. Già, perché citando ancora il musicista canadese, «si tratta di un progetto che aldilà delle nostre personali conoscenze, grazie a Internet, si è giovato dell'aiuto di chiunque avesse qualcosa di sensato da dire al proposito», in un classico esperimento di ingegneria dal basso.

Strani insomma i sentieri della vita. Neil Young, musicista e cantautore canadese, già icona planetaria nei favolosi Sixties, è passato indenne attraverso tutte le rivoluzioni della musica (punk compreso) fino ad assurgere nuovamente, in piena era grunge, a modello e guru per star come Kurt Cobain e i suoi Nirvana o i Pearl Jam. Un artista che è quasi sempre rimasto all'interno dei confini dell'establishment musicale, utilizzando il proprio talento non solo per vendere dischi, ma anche per sposare cause sociali: come quella dei disastrati agricoltori americani, ai quali da circa un ventennio viene destinato l'incasso di un festival musicale, il Farm Aid, organizzato e fondato proprio da Young. Un idealista ma anche un uomo di spettacolo, che oggi, passati i sessant'anni, non ha smesso di lottare, riuscendo a coniugare l'amore di sempre per i motori alla sua voglia di cambiare il mondo.

La LincVolt è essenzialmente un' auto elettrica nella quale il porta-bagagli è interamente occupato da batterie che provvedono a fornire al veicolo l'energia necessaria a muoversi. Quando gli accumulatori si scaricano, un generatore anteriore posto nel vano tradizionalmente occupato dal motore si mette in moto e subentra come carburante primario, ricaricando al contempo le batterie. Il generatore è alimentato da gas naturali compressi (Cng), una miscela di metano, propano, butano e contaminanti (per esempio acido solfidrico). Come a dire, il gas che usiamo per i nostri fornelli.

Ma la vera genialità sta nella sorpresa nascosta nel progetto. La LincVolt, una volta parcheggiata nel garage di casa, oltre a ricaricare le batterie può provvedere a fornire energia elettrica a uso domestico attraverso un cavo posto nel retro della macchina. Non a caso l'incipit del sito è: «Repowering the American Dream», giocato sulla parola power, che significa sia potere che energia elettrica, e sulla locuzione American dream, canzone di Young, ma anche concetto socio-ideologico alla base dell'american life.

Energia risparmiata ed energia creata da fonti alternative, sfruttando i giacimenti di gas naturali nazionali e liberandosi dal giogo del petrolio e dei suoi derivati e dalle ingenti spese che ne derivano per il cittadino medio americano: questo è il sogno-realtà di Neil Young. Intanto il musicista, in compagnia di Goodwin e Uli Kruger (noto a livello mondiale per la sua ricerca finalizzata a utilizzare carburanti differenti sullo stesso veicolo), è in viaggio con la sua LincVolt, che ha già portato i tre da Milwaukee alla California sulla mitica Route 66. L'evento è seguito e commentato dal popolo della rete che, grazie alla telemetria, può monitorare in tempo reale sul sito i parametri dell'auto in termini di rapporto consumo/velocità/distanza percorsa.

Come ha detto lo stesso Neil Young è «un reality car show». Tra breve uscirà anche un film, prodotto dal musicista con la regia di Bernard Shaker, che ripercorre i sei mesi di « gestazione » della LincVolt. E nessuno potrà più dire che l'unica macchina ecologica è quella che non esiste.
(Articolo originariamente pubblicato su Autocritica, supplemento del manifesto del 4/12/2008)

NOTIZIE Venerdì 05 dicembre 2008 - 16:10 (465 giorni fa)

Emanuela Di Pasqua

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Argomenti trattati: energia, ambiente

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Commenti dei lettori

  • gianfranco1963
    la regista in realtà è sempre Neil Young, che da almeno 30 anni (1978 rust never sleeps) utilizza lo pseudonimo di Bernard Shakey quando produce films. chi ha scritto questo articolo è molto competente...
    24/12/2008 - 20:04

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