Ibm, salvare il silicio per il solare

L’azienda informatica statunitense ha annunciato di aver messo a punto una nuova tecnica che consente il recupero dei wafer di silicio. Attraverso un’abrasione molto superficiale è possibile riutilizzare il supporto più volte e infine riciclarlo per la costruzione di pannelli solari.

Ibm lancia una nuova tecnica per recuperare il silicio dei wafer, i supporti su cui vengono usualmente creati i circuiti elettronici (chip o circuiti integrati) della maggior parte dei dispositivi elettronici. I supporti riciclati possono poi essere utilizzati per produrre pannelli solari dalle qualità ottimali.

Il silicio è un elemento fondamentale nell'industria elettronica; è abbondante in natura, ma è complicato da purificare (solo puro può essere utilizzato nei semiconduttori). Per questo, in seguito alla sempre crescente richiesta dell'industria elettronica, sono state sviluppate molte tecniche per recuperarlo dai dispositivi in disuso. Ma la tecnica elaborata da Ibm si differenzia per efficienza ed eco-sostenibilità: non vengono usate sostanza chimiche ma solo acqua, un panno abrasivo e un macchinario meccanico già utilizzato per levigare le asperità nei chip. L'erosione deve essere solo superficiale, poiché ha lo scopo primario di cancellare solo i circuiti elettronici e le proprietà in essi contenute. Con le precedenti tecniche abrasive, che utilizzavano microsfere di vetro, l'erosione era molto più profonda e il wafer si assottigliava molto di più.
Un'abrasione più delicata e meno incisiva invece può essere ripetuta svariate volte. In questo modo, prima di raggiungere la destinazione d'uso finale per i pannelli solari, in cui possono essere sfruttati anche wafer sottilissimi, i supporti possono essere ripuliti e riciclati ancora molte volte, ad esempio per calibrare o testare i processi di produzione.

IBM conta di riciclare circa 3 milioni di wafer di silicio all'anno: se tutti questi venissero utilizzati per creare pannelli solari, da essi verrebbero prodotti 13,5 megawatt di potenza. Non è una cifra rilevante rispetto alla produzione globale di energia solare (Sharp, il più grande produttore di pannelli solari, produce 600 megawatt annui), ma pur sempre rispettabile, soprattutto se si considera che è recuperata da materiale di scarto.

Anche Texas Instruments, Intel e altre società del settore recuperano i wafer di silicio e li vendono all'industria dell'energia solare (Texas Instruments fattura ogni anno 8 milioni di dollari). Pare che Ibm abbia deciso di condividere la nuova tecnica con gli altri produttori di chip, ma non è stato ancora preso un accordo definitivo.

NOTIZIE Martedì 30 ottobre 2007 - 12:52 (868 giorni fa)

Valentina Tubino

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Argomenti trattati: Ibm, riuso, chip, energia

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