Dica 33... anzi, digiti Google

Al via il progetto Google Health, grazie a un accordo con la Cleveland Clinic. Nelle prossime otto settimane oltre 10 mila pazienti potranno accedere online alla propria cartella personale e aggiornarla. Per avere, in futuro, un'informazione medica più efficiente.

Screenshot di Google HealthL'interesse di Google per il settore sanitario non è di certo una novità. Alcuni mesi dopo le voci e gli screenshot pubblicati in rete, oggi si è giunti alla prima importante tappa di Google Health: il progetto sanitario di Mountain View, attraverso un accordo con la clinica ospedaliera di Cleveland, archivierà la informazioni personali sulla salute di 10 mila pazienti.

Anamnesi personale e familiare, sintomi e allergie, prescrizioni e risultati: ogni informazione può essere contenuta nella propria scheda individuale al fine di migliorare la degenza e la cura dei pazienti. Solo dopo l'approvazione, la cartella sanitaria viene inserita nel sistema informatico realizzato da Google, ma i dati vengono visualizzati esclusivamente attraverso pagine web private e sicure, per garantire la riservatezza delle informazioni personali.

La prima fase del progetto – iniziata il 18 febbraio e presentata ufficialmente solo oggi – vedrà coinvolta nelle prossime sei-otto settimane la Cleveland Clinic. Da tempo, questa clinica archivia le cartelle mediche anche in un sistema elettronico, in grado di inviare messaggi di allerta nel caso si stia per prescrivere un medicinale a cui il paziente è allergico. Inoltre, attraverso il servizio chiamato eCleveland Clinic MyChart (a cui hanno aderito già 120 mila persone), ogni paziente può accedere direttamente online alle proprie informazioni mediche, rinnovare le prescrizioni, richiedere appuntamenti ed essere avvisato quando deve effettuare esami periodici. Evidentemente la predisposizione alle nuove tecnologie non manca a Cleveland.

L'adesione a Google Health porta l'informazione sanitaria personale al di fuori dell'istituto, ma sempre e solo in presenza di una volontà espressa dal paziente; la cartella è presentata come una pagina web personale e si sposta così insieme alla persona, in ogni luogo. Alla fine di questa prima fase, verranno definite le prossime tappe. Il vantaggio del sistema promosso da Google sta nell'accentramento delle informazioni all'interno di una rete informativa, indipendente quindi dalla struttura ospedaliera: la cartella segue il paziente da una clinica all'altra, attraverso le città e gli stati.

Un buon inizio per il servizio di Google, che per ora non ha ancora definito un piano di internazionalizzazione. «Google Health è attualmente disponibile solo negli Stati Uniti e solo in inglese – ha precisato Google in una nota ufficiale –. Come sempre, la filosofia di Google è di estendere per quanto possibile l'uso dei propri prodotti e servizi agli utenti di tutto il mondo. E lo stesso vale per Google Health. Ma non vi sono piani o tempistiche specifiche da annunciare in questo momento. L'internazionalizzazione di Google Health, in particolare, potrebbe richiedere un po' più di tempo per l'adeguamento alle diverse normative in materia di privacy e gestione dei dati in questo specifico ambito in vigore nei diversi paesi.»

Qualche mese fa, anche Microsoft ha promosso HealthVault, un progetto software per mettere in comunicazione le istituzioni sanitarie; tra gli obiettivi, la creazione di motori di ricerca comuni per medici e di una piattaforma per le cartelle mediche in grado di dialogare con diverse strutture ospedaliere. Un tema caro all'ad Steve Ballmer, ma non solo. Google conferma di essere intenzionato a portare avanti il proprio progetto sanitario, ristabilendo così la solita rivalità; per chi domina già tutta l'internet – o almeno la sua indicizzazione – il mondo dei dati personali sulla salute è un'allettante terra di conquista.

NOTIZIE Giovedì 21 febbraio 2008 - 12:47 (748 giorni fa)

Marina Rossi

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