Molti sviluppatori hanno reagito in maniera stizzita al matrimonio tra il laptop di Negroponte e il sistema operativo Microsoft. Si andrà avanti, comunque, con Sugar, il rivoluzionario sistema operativo educational. Ne abbiamo parlato con Bernardo Innocenti, Ceo dimissionario di Olpc Europe.
La notizia era nell'aria da tempo, ma solo oggi è arrivata la conferma ufficiale: XO-1, la prima versione ad essere commercializzata di One Laptop per Child, si "apre" a Windows. Le virgolette sono d'obbligo, in quanto l'annuncio è stato accompagnato dalle proteste di molti sviluppatori della community open source, contrari all'utilizzo di sistemi proprietari come Windows XP.
Sicuramente si tratta di un "boccone amaro" (e, in parte, anche di una sconfitta) per Nicholas Negroponte: uno dei fiori all'occhiello del progetto iniziale era proprio l'architettura aperta del sistema operativo sviluppato per il laptop (Sugar). Al di là degli indubbi vantaggi economici, si puntava anche alla diffusione di un nuovo approccio educativo all'alfabetizzazione informatica basato sull'idea costruttivista di "imparare facendo" e di soluzione creativa dei problemi.
Eppure, dopo l'euforia iniziale, Olpc si è presto impantanato in un campo minato da cui ha fatto fatica a venir fuori. Con le vendite a picco, i prezzi saliti alle stelle (dagli iniziali 100 dollari agli attuali 200 dollari), la concorrenza non sempre leale di nuovi colossi entrati nel business dei portatili low-cost (Intel con Classmate e Asus con EeePc, tra gli altri), Negroponte si è trovato di fronte a un bivio: far affondare la sua creatura o giocare l'ultima carta. Ovvero, anche a costo di stravolgere del tutto la natura educativa del progetto, provare ad implementare sui propri laptop il più familiare sistema operativo di Microsoft. La scelta è ovviamente ricaduta sulla seconda opzione, garantendo a Olpc quella copertura di servizi (a cominciare dal supporto e l'assistenza globale) che ancora mancava del tutto a XO-1.
Il lato oscuro di Olpc
Bernardo Innocenti è uno sviluppatore italiano che ha lavorato per quasi un anno al quartier generale di Cambridge di Olpc. Ha contribuito a sviluppare il software di "basso livello" (quello cioè nascosto sotto l'interfaccia: batteria, touchpad, localizzazione linguistica) in un team di programmatori e stagisti provenienti da tutto il mondo. Due mesi fa è poi diventato CEO di Olpc Europe (la struttura incaricata della diffusione del progetto nel nostro continente), ma ha subito lasciato l'incarico dopo le prime dichiarazioni di Negroponte di "avvicinamento" a Microsoft.
In realtà, spiega Innocenti a VisionPost, già a Cambridge erano sorti i primi screzi tra alcuni sviluppatori e un management che, a parole, "invitatava la community open source a contribuire allo sviluppo del software", ma nei fatti "continuava a comportarsi come un'azienda tradizionale, molto gerarchizzata e poco propensa a lavorare in un ambiente orizzontale".
"A fronte di critiche tecniche o più politiche (relative, ad esempio, alla scelta di un determinato hardware o codice) Olpc si è sempre ritratta - continua Innocenti - E tutto ciò è andato peggiorando via via che cresceva la struttura commerciale incaricata di massimizzare le vendite". Con il paradosso che, a dispetto di quanto Negroponte va ripetendo ("Il nostro è un progetto educativo, non un laptop"), Olpc si è trovata a dare più spazio alle esigenze di mercato che non a quelle educative.
L'ultimo accordo con Microsoft è una riprova eclatante di questo approccio, almeno secondo Innocenti: "Microsoft ora ha cambiato strategia ed è diventata 'pro-choice', permette cioè agli acquirenti di XO-1 di decidere se installare Sugar o Xp. Ma di fatto ha un vantaggio tecnologico e di diffusione che le permette di stravinvere su qualsiasi concorrente".
Il rilancio di SugarLab
A fronte dell'ufficializzazione dell'accordo con Microsoft, gli sviluppatori della prima ora del software di Olpc hanno comunque deciso di continuare la loro battaglia per la creazione di un software open source, in grado di segnare davvero una rivoluzione nell'alfabetizzazione informatica. Si parte ovviamente da Sugar (il software che attualmente gira su Olpc), per cercare di implementarlo ulteriormente secondo le dinamiche tipiche della community open source (sul wiki SugarLab tutte le informazioni per partecipare). Lo scopo? Mettere a disposizione di chiunque un buon prodotto, ma anche proporsi alle aziende che si stanno lanciando nel business dei pc educational low-cost. "Siamo in contatto con Intel e Asus - spiega Innocenti - per diventare un'alternativa valida a Windows Xp. Ma ancora bisogna lavorare molto, per rendere il sistema più veloce ed efficiente".
NOTIZIE Venerdì 16 maggio 2008 - 14:18 (840 giorni fa)
Argomenti trattati: laptop, Microsoft, digital divide
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