Infine, i pericoli più legati alla cultura della rete.
6) La fine della net neutrality, causata dalla richiesta dei carrier di far pagare cifre diverse per accedere a siti diversi e di trattare i bytes in modo differente.
7) Le grandi muraglie tirate su da stati autoritari o da leggi illiberali (vedi il firewall della Cina).
8) Il soffocamento della libertà d'espressione in seguito all'aumento di cause legali, come quella che recentemente ha colpito il sito Wikileaks (ma qui emerge l'ossessione americana per gli avvocati…)
9) La morte per eccessiva frammentazione, prefigurata dall'analista Nick Carr: il rischio cioè che gli utenti internet finiscano inglobati in reti autarchiche e autoreferenziali di persone che la pensano allo stesso modo.
10) La scomparsa dell'essere umano (evidentemente bisognava fare cifra tonda…)
Ma di tutte queste minacce, che ne pensa il nostro guru della rete Maurizio Decina, professore ordinario di telecomunicazioni del Politecnico di Milano?
«L'attacco ai DNS è già avvenuto 4 anni fa, quando per una settimana furono colpite dodici coppie di routers. Ma siamo sopravvissuti». Il pericolo più grave dunque non arriva da qui, semmai dai virus. «Basti pensare che le case di antivirus riescono a rintracciare solo il 60 per cento del malware. Resta un 40 per cento non rivelato. Tra l'altro oggi i virus sono inviati esclusivamente per scopo di lucro», e servono a creare reti di computer zombie, con cui effettuare varie attività criminali.
«Diciamo che per colpire internet al cuore bisognerebbe manomettere fisicamente i Nap (Neutral access point), i punti di interscambio, ovvero i locali dove si interfacciano gli Isp e si scambiano il traffico. Se si colpissero i grandi Nap - in Europa ce n'è una dozzina – certamente sarebbe un bel problema. In genere però sono dei bunker, costruiti secondo criteri di sicurezza».
Per quanto riguarda il rischio proveniente dagli aggiornamenti, Decina non sembra preoccuparsi. «Sono incidenti che possono accadere ma in genere hanno un effetto modesto». Non di rete, insomma. Né lo colpisce l'allarme sulla neutralità della rete: «bisogna distinguere tra accesso alla rete e qualità del servizio». In quanto alle censure, come quelle del governo cinese, Decina è ottimista. Saranno loro ad estinguersi, non internet. Che per fortuna sembra ancora godere di ottima salute.
NOTIZIE Lunedì 07 aprile 2008 - 16:34 (879 giorni fa) Pagina 2 di 2
Argomenti trattati: internet, sicurezza
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