Un gruppo di hacker tedeschi lancia il Freedom Stick, uno strumento per aiutare i giornalisti presenti ai Giochi olimpici a superare il Grande Firewall cinese. Per sensibilizzare l'opinione pubblica e rilanciare Tor.
L'attenzione ottenuta dalla Cina con le Olimpiadi ha riportato in primo piano, tra le altre cose, la questione della censura. Per anni la Repubblica popolare ha impedito l'accesso a siti web stranieri o sgraditi, mettendo in piedi un imponente sistema di filtri e tecnologie di controllo denominato il Grande Firewall cinese. Ora un gruppo di hacker tedeschi vuole aiutare gli utenti a bucarlo diffondendo una speciale chiavetta.
Il Chaos Computer Club (CCC) ha infatti lanciato un toolkit specifico per giornalisti inviati ai Giochi olimpici per accedere senza censure ai siti occidentali. Lo strumento è contenuto in una chiavetta Usb ribattezzata Freedom Stick. Di per sé la tecnologia in questione non è nulla di nuovo: si tratta di un software per accedere a Tor, una rete di computer progettata per rendere anonimo il traffico internet. Il sistema di server, gestiti da volontari, permette di criptare i dati trasmessi e di indirizzarli a diversi computer all'interno del network di Tor, in modo che nessuno possa risalire alla fonte.
Per rendere ancora più inespugnabile questa rete i creatori di Tor hanno sviluppato anche un sistema di ponti (bridges), un tipo di nodo sempre operato da volontari che passa il traffico tra altri utenti e il sistema, non elencato nella directory principale. "Tor è sempre più difficile da fermare per le autorità cinesi perché ottenere una lista di tutti i bridges è quasi impossibile", ha commentato al Guardian Michael Horn, del Chaos Computer Club. Ovviamente, più saranno gli utenti disposti a operare nodi del network, migliore diventerà la performance di quest'ultimo.
Le minacce a Tor arrivano semmai da un altro fronte. La nuova legge tedesca sulla data retention, attualmente sotto esame della Corte costituzionale, ha nel mirino le operazioni svolte dai nodi del network. "Chiediamo alle autorità tedesche di non criminalizzare più i volontari che operano i nostri server– dichiara Björn Pahls del CCC - Così facendo infatti danneggiano le persone che vivono e rischiano la vita in stati oppressivi. La Cina è solo uno degli esempi".
NOTIZIE Venerdì 08 agosto 2008 - 12:44 (756 giorni fa)
Argomenti trattati: sicurezza, censura
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