Una tecnologia disabilitante, che impedisca agli utenti di caricare su YouTube video protetti da copyright: arriverà questo autunno con il placet delle major. Ma Google da gennaio la provava già sui file audio. E con l'anno nuovo, è pronta a inaugurare la versione mobile.
Da questo autunno YouTube controllerà che ogni video caricato sul suo sito non violi il copyright e starà bene attenta, soprattutto, che non si tratti di materiali di proprietà delle grandi major. Questo accadrà grazie a un software, legato all'immissione dei materiali, che funzionerà da filtro, riconoscendo automaticamente il contenuto e impedendo così già all'origine all'utente di continuare con l'operazione di upload. Il video, rifiutato dal sistema, non comparirà mai online se l'utente non ha il permesso del produttore o del detentore dei diritti di proprietà intellettuale.
Tutto il contrario dunque di quanto è avvenuto sino a oggi: qualsivoglia utente ha il permesso di mettere su YouTube i suoi video, quelli presi da una trasmissione tv, spezzoni di film, mash up spesso ironici di spot e videoclip, senza rendere conto al "contenitore" delle sue azioni. Ed è proprio questa policy che a YouTube sta costando non pochi problemi, si pensi alla causa di Viacom che chiede 1 miliardo di dollari per i suoi materiali pubblicati sul sito. O ancora – la notizia è di venerdì scorso – all'etichetta musicale statunitense specializzata in musica country Cal IV Entertainment, che accusa Google/YouTube di ospitare 60 delle sue opere musicali.
Questo nuovo blocco, per ora ancora in fase di test, sarà prodotto direttamente nei laboratori di Google/YouTube, dopo diversi tentativi, tutti falliti, di adattare al sistema le tecnologie offerte da partner terzi. Mentre una sua variante è già in funzione da alcuni mesi applicata agli audio, grazie alla collaborazione con la californiana Audible Magic, per il controllo dei clip audio inseriti.
Affinché la tecnologia possa operare, in questo caso come nel caso dei video, è necessario sottoscrivere un accordo con le etichette (del disco e del cinema): YouTube ha pensato anche a questo e per la fase pilota del nuovo servizio ha già coinvolto sia Time Warner sia Disney, mentre presto, se il software darà risultati positivi, allargherà anche ad altri la collaborazione. Il Ceo di YouTube Chad Hurley parla dell'autunno sia per la conclusione degli accordi, sia per il lancio del software-filtro.
Questa soluzione appare già come una delle più interessanti nella ricerca continua da parte dei grandi gruppi di nuovi modi per controllare dove e come i contenuti vengono replicati. Se le grandi cause miliardarie non hanno spaventato i social network, se i milioni investiti in personale che controlli, giorno dopo giorno, i video inseriti dagli utenti o scambiati in peer-to-peer per ora hanno solo impoverito le tasche delle major, quella del compromesso sembra la giusta via da seguire. Ne è convinto per esempio Eric Schmidt, Ceo di Google, che al Wall Street Journal dichiara: le tecnologie per filtrare i contenuti sono la soluzione per risolvere il conflitto tra il mondo dei media e quello della tecnologia sui video online. Non resta che provare a credergli.
Mentre il co-fondatore di YouTube, Steve Chen, allarga il raggio di azione e annuncia, nel corso di una conferenza a Taipei, che entro il prossimo anno il social network arriverà anche sui dispositivi portatili.
NOTIZIE Martedì 12 giugno 2007 - 13:00 (1009 giorni fa)
Argomenti trattati: YouTube, copyright, video online
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