Vittoria Riaa, mega-multa per l'imputata

Si è conclusa con un verdetto di colpevolezza la vicenda legale di Jammie Thomas denunciata dalla Riaa per violazione di copyright per aver caricato online 24 tracce musicali illegalmente. Una sanzione da 220 mila dollari.

Jammie Thomas accusata dalla RiaaNell'interminabile lotta tra la Riaa e gli utenti di peer-to-peer, l'associazione delle major discografiche ha portato a casa la prima vittoria grazie a un verdetto che punisce con una multa di 220 mila dollari Jammie Thomas, accusata di violazione del copyright. Si tratta di una sentenza storica che taglia le gambe ai network di condivisione e alla diffusione della musica attraverso i canali sotterranei del web. Ma soprattutto una dichiarazione di onnipotenza fatta dalle major della discografia Usa.

L'accusa. All'inizio del 2005, l'industria discografica americana ha intrapreso una battaglia legale contro Jammie Thomas accusandola di aver condiviso 1702 file musicali sul network peer-to-peer Kazaa. A incriminarla è stato il confronto tra l'indirizzo IP e il nickname "Tereastarr." utilizzato dalla stessa Thomas già in diversi social network.

L'imputata. Nessun patteggiamento per l'imputata che ha sempre respinto le accuse. Ancora oggi, dopo la sentenza di colpevolezza, Thomas si dichiara innocente e dichiara di non aver mai utilizzato Kazaa con scopi illegali.

Il verdetto. La giuria della corte del Minnesota ha stabilito la colpevolezza dell'accusata, relativamente a ventiquattro file musicali, imponendole una multa da record: oltre novemila dollari per ognuna delle 24 tracce musicale condivise sul network, per un totale di 220 mila dollari. Una sentenza che sarebbe stata addirittura miliardaria se i quasi duemila file segnalati dalle case discografiche fossero stati confermati anche in tribunale.

I precedenti. Oltre 26 mila cause legali (spesso rivolte ad anonimi indirizzi IP) relative alla violazione del peer-to-peer sono state avviate dall'industria discografica negli ultimi quattro anni, ma in tutti questi casi non si è mai andato oltre il patteggiamento, mai di fronte a una giuria federale. Per la prima volta, oggi, la corte statunitense ha punito la condivisione illegale della musica, creando un pericoloso precedente nella giurisdizione Usa. Alcuni utenti hanno anche risposto con un contro attacco alla Riaa.

NOTIZIE Venerdì 05 ottobre 2007 - 12:21 (1064 giorni fa)

Marina Rossi

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Argomenti trattati: copyright, musica

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