Una petizione contro cent'anni di copyright

La Commissione europea pensa a raddoppiare il copyright sulle registrazioni musicali, ma nel frattempo alcuni gruppi si mobilitano in rete per contrastare l'operazione.

Grazie all'estensione del copyright sir McCartney non rischierà una vecchiaia indigenteA meno di due settimane dalla proposta di Charlie McCreevy, commissario dell'Unione europea, iniziano le prime mobilitazioni. Il membro dell'esecutivo europeo aveva infatti chiesto di estendere il copyright sulle esecuzioni musicali da 50 a 95 anni: tuttavia l'eventuale modifica non è stata accettata di buon grado dagli utenti, che hanno dato il via a una petizione online.

L'attuale legislazione
Lo sfruttamento economico del diritto d'autore nella musica si divide attualmente su due fronti: il copyright sul brano depositato (musica e parole) da una parte, e il copyright sulle registrazioni audio (legate quindi all'esibizione e non all'autore) dall'altra: il primo ha una durata di settant'anni dalla morte dell'autore, mentre il secondo ha una durata di cinquant'anni dalla registrazione. Ciò significa, per esempio, che il singolo "She loves you" dei Beatles – registrato negli studios di Abbey Road il primo luglio 1963 – non diventerà una canzone di dominio pubblico se non tra molto tempo, mentre quella prima registrazione potrebbe essere scaricata gratuitamente già tra cinque anni. Il copyright su quella esibizione cadrebbe nel nulla, dunque, senza poter essere impugnato da nessuno degli autori, né sfruttato dall'etichetta Emi che ne detiene ancora i diritti economici.

La proposta
Forse proprio per giungere in soccorso dei Fab Four, il commissario dell'Ue Charlie McCreevy ha deciso di presentare una proposta per l'estensione del copyright sulla registrazione delle tracce audio, che passerebbe così da 50 a 95 anni, esattamente come accade oggi negli Stati Uniti. Questo cambiamento, se dovesse essere appoggiato dall'Ue e applicato nei paesi membri, beneficerebbe solo un numero ristretto di musicisti, anche se, secondo i sostenitori di questa proposta, si tratterebbe proprio di un incentivo rivolto alle giovani band. La proposta prevede infatti anche la creazione di un fondo per gli autori, costituito dal 20 per cento dei ricavi extra.

La petizione
Per contrastare sul nascere questa proposta, è stata avviata una protesta online denominata Sound Copyright che ha l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica e mobilitare la rete attraverso una petizione, che verrà poi presentata all'Unione europea. Secondo il gruppo la proposta di legge sarebbe infatti il frutto della pressione delle major discografiche e danneggierebbe il rapporto tra diritto d'autore e pubblico dominio. Nato da un'intesa tra la Electronic Frontier Foundation e l'Open Rights Group, il sito che accoglie la petizione è stato già localizzato in francese e in tedesco, mentre la versione italiana è in lavorazione.

NOTIZIE Lunedì 03 marzo 2008 - 12:15 (914 giorni fa)

Marina Rossi

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