Ue: Telefonica ha ragione, ma solo per ora

Sentenza della Corte di Giustizia europea sul caso Promusicae-Telefonica: etichette musicali e studios non possono obbligare l'operatore tlc (o il provider) a rivelare i dati sensibili dei loro utenti. Ma nel futuro la difesa del diritto d’autore sarà più importante.

La Corte europea di Giustizia del Lussemburgo è intervenuta in una disputa che divideva l'associazione Promusicae (detentrice del diritto d'autore) e l'operatore tlc Telefonica che, secondo l'insieme di major, avrebbe dovuto fornire i nominativi corrispondenti ad alcuni indirizzi IP accusati di file sharing. Secondo la Ue ha ragione Telefonica, ma solo per il momento. L'UE solleva gli ISP dal ruolo di spie, titola WebNews, ma non è precisa la ricostruzione di buona parte dei media sull'affaire Telefonica vs. Promusicae.

A dare una versione dettagliata dello spirito della sentenza, che ha fondamentalmente due anime, è la webzine Punto Informatico, che pone sì l'accento sul fatto che Telefonica non sia obbligata alla consegna dei nomi, ma sottolinea anche lo spirito restrittivo della sentenza, la quale pone le basi giuridiche per un apparato normativo che consenta di obbligare gli Isp alla consegna dei nomi non solo in caso di indagini di natura penale e contempla "deroghe all'obbligo di garantire la riservatezza dei dati sul traffico". Dunque le notizie sono due in una e la chiave d'interpretazione è ambigua.

Guardando bene il testo della sentenza prevale però la difesa del diritto d'autore e la ragione attribuita a Telefonica, contro la quale Promusicae aveva fatto ricorso per costringerla a svelare nomi e indirizzi fisici degli utenti che utilizzavano il programma KaZaA (scambiandosi musica in peer-to-peer) non deve trarre in inganno. La Corte lascia ai giudici nazionali "il compito di trovare un giusto equilibrio" tra la tutela della proprietà e il diritto alla privacy, ma con frasi sibilline si intuisce che i giudici di Lussemburgo, tra i due diritti fondamentali, tifano un po' più per la proprietà intellettuale. Collegata alla questione è la possibilità, ventilata dai Garanti europei nei giorni scorsi, che l'indirizzo IP venga considerato un dato personale.

La polemica sul file sharing si riaccende e ieri, dal palco del MIDEM (la conferenza dell'industria musicale che si è tenuta da poco a Cannes), il manager degli U2 Paul McGuinnes ha lanciato strali contro l'industria e gli ISP, sostenendo che la prima ha contribuito al furto musicale massiccio perché non ha saputo essere lungimirante e che i secondi dovrebbero proteggere di più la musica, per loro stesso interesse. In Italia il Garante per la privacy rimane in bilico tra le due posizioni e si limita ad esprimere linearità tra la decisione Ue e le precedenti posizioni sostenute dall'Autorità.

NOTIZIE Mercoledì 30 gennaio 2008 - 13:28 (776 giorni fa)

Emanuela Di Pasqua

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Argomenti trattati: privacy, copyright, Ue

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