Spettro libero per la telefonia mobile

Un consorzio di aziende che opera nella telefonia mobile Usa chiede alla Fcc di lasciare una parte dello spettro elettromagnetico in via di concessione per il libero accesso. I grandi operatori osteggiano la richiesta che rischierebbe di minare il loro business, e i produttori stanno a guardare.

Kevin Martin, chairman FccLa Federal Communications Commission (Fcc), authority statunitense delle tlc, si è trovata sul tavolo una lettera firmata da quindici aziende che operano nella telefonia mobile, e che si sono riunite nella Wireless Founders Coalition for Innovation. I quindici, tutte società poco note a eccezione di Virgin Mobile, Seven Networks e Zingy, chiedono alla Fcc di lasciare ad accesso libero (cioè non concesso in licenza) una parte dello spettro elettromagnetico per le trasmissioni wireless che l'authority si appresta a concedere. La parte di spettro che la Fcc mette sul mercato è quella lasciata libera dalle tv analogiche, a causa dello switch-off digitale in programma per il 17 febbraio 2009. Le audizioni per assegnare la banda resa disponibile dalle tv vedono i big tra gli operatori wireless Usa a contendersi le nuove frequenze, su tutti Verizon.

La richiesta dei quindici è giustificata dalla necessità di aprire il mercato alle innovazioni, troppo spesso inibite dagli operatori che in Usa più che altrove controllano il mercato. Il recente accordo tra Apple e At&t (o meglio la sua costola wireless Cingular), che vedrà il tanto atteso smartphone funzionare solo con l'operatore dominante, è solo un esempio di una tendenza diffusa. L'idea è quella di aprire il mercato, riproducendo almeno in piccola parte (cioè su una piccola parte di banda elettromagnetica) un ambiente aperto come quello del web. Non a caso lo slogan del neonato consorzio è "Just do it" vs. "Just Ask the Big 4" ("Fallo" contro "chiedi ai quattro grandi" che sarebbero gli operatori mobili dominanti, ndr).

I grandi produttori di telefonini e smartphone (Nokia, Motorola, Rim) si tengono in disparte: se da un lato sarebbero interessati allo spettro libero per poter aumentare la varietà di dispositivi in commercio, d'altro canto temono, esponendosi pubblicamente, di inimicarsi proprio i potenti operatori mobili. Kevin Martin, presidente della Fcc, si trova innanzi un bel dilemma: dovrà fare i conti sia con le esigenze degli operatori alternativi che con gli interessi di chi ha speso e si appresta a spendere ancora molti denari per aggiudicarsi parti di spettro per erogare i propri servizi.

NOTIZIE Venerdì 08 giugno 2007 - 17:30 (1183 giorni fa)

Gabriele De Palma

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Argomenti trattati: regole telefonia mobile, Fcc, Verizon, AT&T, smartphone

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