Sconfitta a Bruxelles la dottrina di Nicolas Sarkozy

Nell'ambito dell'approvazione del Pacchetto Telecom, l'assemblea vota un emendamento che mette in questione la legge francese "tre avvertimenti e sei fuori" voluta dal presidente francese. Ma resta aperta la partita della neutralità della rete.

Nicholas SarkozyUn pugno politico a Nicolas Sarkozy e ai suoi aspiranti emuli italiani. Il colpo, ben assestato, lo ha messo a segno ieri il Parlamento europeo con un emendamento al Pacchetto Telecom, il disegno di legge che dovrebbe riordinare il settore delle telecomunicazioni in Europa. L'assemblea, a larghissima maggioranza, ha detto sì all'emendamento 138/46, proposto da Sinistra e Verdi, che rafforza i diritti dei cittadini online. Impone infatti il provvedimento esplicito di un tribunale per poter disconnettere un utente da internet. Non basta la decisione di un'autorità amministrativa come previsto invece dalla legge francese Hadopi ("tre avvertimenti e sei fuori"), fortemente voluta da Sarkozy. Bocciata lo scorso mese dall'Assemblea Nazionale francese e riproposta in questi giorni, il provvedimento ha tanti ammiratori nel resto del continente, Italia compresa.

Il voto dei legislatori europei va contro la volontà dei governi Ue, in particolare Francia e Gran Bretagna, che avevano proposto una formulazione (emendamento Trautmann) che lasciava agli esecutivi nazionali maggiore libertà di manovra. Comprensibile la soddisfazione dei gruppi che si sono attivati in favore del 138/46 invitando i navigatori a fare pressione sui loro rappresentanti. «Una campagna formidabile da parte dei cittadini ha posto la questione delle libertà di internet al centro del dibattito sul Pacchetto Telecom. Questa è una vittoria», ha commentato Jérémie Zimmermann, co-fondatore de La Quadrature du Net, sito che ha guidato la mobilitazione. «Va dato atto al Parlamento di avere ribadito, a fronte di pressioni fortissime da parte dei governi e delle lobby commerciali, il principio che l'accesso alla rete è un diritto fondamentale», dice Juan Carlos De Martin del Centro Nexa del Politecnico di Torino in prima fila nella battaglia.

Tuttavia, la felicità per lo scampato pericolo non può far dimenticare che il parlamento ha dato il via libera al maxi-emendamento Harbour che consente ai fornitori di connettività di monitorare il traffico e imporre restrizioni alle attività online degli utenti. Una decisione - attenuata in parte da una modifica voluta dalla Sinistra Unita Europea - che permette ai singoli stati di varare legislazioni che violano la cosiddetta neutralità della rete. E' il principio tecnico fondante di internet: stabilisce che ogni contenuto che passa nel network deve essere trattato allo stesso modo. «E' una questione su cui è più difficile costruire una battaglia politica», ammette De Martin.

Cosa succederà a questo punto al Pacchetto Telecom? In linea teorica, il 12 giugno prossimo i ministri delle Telecomunicazioni europei potranno decidere di accettarlo così come è stato votato. E' quello che si augura il commissario Viviane Reding. Più probabile però che si dia avvio ad un nuovo processo di conciliazione a partire da settembre, un percorso che a quel punto si svolgerà con un nuovo parlamento e sotto la presidenza svedese. La composizione della prossima assemblea sarà dunque decisiva. Il fatto rende le elezioni europee ancora più importanti per chi ha a cuore la sorte di internet come piattaforma di democrazia e innovazione. E vuole mettere definitivamente Ko le ambizioni repressive di Sarkozy e compagni.
Artixolo pubblicato su il manifesto del 7 maggio 2009

Giovedì 07 maggio 2009 - 10:00 (278 giorni fa)

Raffaele Mastrolonardo

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Argomenti trattati: pirateria, network neutrality, Ue

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