Nuovo passo avanti per l'apertura tra le piattaforme sociali: l'iniziativa nata a novembre da Google diventa oggi una fondazione no-profit e indipendente. Al vertice anche MySpace e Yahoo, ma Facebook continua a isolarsi nella propria fetta di web.
A cinque mesi di distanza dai primi accordi, si è celebrata ieri la nascita della OpenSocial Foundation. L'iniziativa, promossa inizialmente da Google allo scopo di creare una piattaforma comune per i diversi social network, si è arricchita nel frattempo di MySpace e ora anche di Yahoo; i grandi della rete si sono riuniti ufficialmente all'insegna dell'interoperabilità delle reti sociali, per favorire un percorso di crescita comune.
La fondazione
Ciò che davvero è importante, è la nuova forma dell'OpenSocial. La fondazione è infatti un'entità indipendente e no-profit che garantirà una piattaforma comune a chiunque vorrà unirsi, con l'obiettivo di stabilire un terreno comune attraverso le Api, l'interfaccia di programmazione essenziale per creare applicazioni in grado di funzionare su diversi siti: con un solo sforzo, il programmatore svilupperà così un widget che potrà funzionare su MySpace, sui servizi di Yahoo, su Orkut (social network di Google). L'impegno, da parte di Yahoo, MySpace e Google, è quello di contribuire all'innovazione, attraverso l'apertura e il dialogo, così come già sta accadendo intorno all'OpenId, iniziativa di accesso universale tra diversi servizi online.
Le tappe
Inizialmente è stato il gigante di Mountain View a portare avanti l'idea di creare una piattaforma comune tra i social network. Al suo fianco, la community professionale LinkedIn, ma anche Friendster, Ning e Salesforce. Un ottimo inizio che ha portato l'iniziativa alle orecchie dei due leader del settore, MySpace e Facebook: le reazioni, però, sono state molto differenti. Da un lato, infatti, MySpace ha colto l'occasione per allearsi con Google, dimostrando da subito interesse per un dialogo comune. Del tutto opposta la risposta di Facebook che si è messo sulla difensiva, rilasciando le proprie Api in modo indipendente, snobbando l'alleanza stretta attorno al motore di ricerca, e percependola come un vero e proprio attacco.
Pianeta Facebook
E ancora oggi, dopo aver presentato ufficialmente la fondazione super partes, Facebook resta fuori dal circolo e, anzi, incontra gli interessi di Microsoft unendosi al Windows Live Contacts Api, un progetto di Redmond sulla portabilità dei contatti insieme a LinkedIn, Tagged (un social network accusato di fare uso improprio della rubrica indirizzi dei propri iscritti), Hi5 e Bebo. Cosa dobbiamo aspettarci dunque per il futuro? Maggiore apertura. Il perché lo spiega l'imprenditore Marc Canter a Cnet, «è come aprire un vaso di Pandora, gli utenti vorranno sempre maggiore apertura». Restano però ancora due variabili: come potrà l'apertura essere un vantaggio per i soggetti più piccoli e come i più grandi la monetizzeranno.
NOTIZIE Mercoledì 26 marzo 2008 - 12:09 (714 giorni fa)
Argomenti trattati: social networking
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