Ombre cinesi su Yahoo!

Jerry Yang, co-fondatore di Yahoo!, e Michael Callahan, vice presidente senior della stessa società, mentirono quando dichiararono di non sapere nulla circa la natura dell'indagine che ha portato in prigione il giornalista cinese dissidente Shi Tao. Le tappe della vicenda.

Jerry Yang, co-fondatore di Yahoo!Era il 22 aprile 2004. Quel giorno l'Ufficio per la Sicurezza Statale di Pechino scrisse ai rappresentanti di Yahoo! Holdings Ltd, la filiale cinese del noto portale americano:

"Secondo le indagini, il vostro ufficio è in possesso delle seguenti informazioni relative a un caso di sospetta diffusione illegale di segreti di stato a entità estere, che è attualmente sotto indagine da parte del nostro ufficio. Con riferimento all'articolo 45 della Codice di Procedura penale queste (informazioni) possono essere raccolte. Esse sono: le informazioni di registrazione dell'account huoyan1989@yahoo.com.cn, tutti i tempi di login, gli indirizzi IP corrispondenti e i contenuti rilevanti delle e-mail dal 22 febbraio 2004 a oggi".

Yahoo! aderiva alla richiesta delle autorità cinesi, rivelando che dietro quell'indirizzo di posta elettronica c'era il giornalista cinese dissidente Shi Tao; anche grazie a tali informazioni egli venne arrestato nel novembre di quell'anno e condannato a 10 anni di carcere, che tuttora sta scontando. I segreti di stato che egli aveva rivelato erano semplicemente le disposizioni emesse dal governo cinese con cui si invitavano i giornalisti stranieri a non commemorare il quindicesimo anniversario dei sanguinosi fatti di piazza Tian'anmen (1989).

Successivamente Jerry Yang, uno dei due ragazzi fondatori di Yahoo!, ammise che quella collaborazione c'era stata, ma che la sua società non sapeva di quali colpe quell'indirizzo e-mail si era reso disponibile. La stessa tesi è stata sostenuta nel febbraio 2006 in una deposizione ufficiale davanti a una commissione del congresso americano da Michael Callahan, vice presidente senior della società: "Quando a Yahoo! China venne chiesto di fornire informazioni sull'utente, che in seguito risultò essere Shi Tao, non avevamo alcuna informazione sulla natura dell'indagine".

Mentivano sia Yang che Callahan, come il documento all'inizio di questo testo rivela. Esso è infine stato reso noto dal portale Boxun.com e poi rilanciato dal sito americano Dui Hua che da anni si batte per i diritti civili in Cina. Il testo originale (e altri documenti relativi al caso) smentiscono la tesi ipocrita sostenuta da Yahoo!.

NOTIZIE Martedì 31 luglio 2007 - 12:50 (953 giorni fa)

Redazione

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Argomenti trattati: censura, Yahoo!

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